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Saperla lunga

30/09/2007

Sul tema Stella-Grillo-Battista-politica-antipolitica (ovvero: chi è il più casto della casta), oggi è intervenuto anche Eugenio Scalfari. Dice molte cose che condivido, anche se tralascia qualche dettaglio a proposito del perché la citazione einaudiana, da parte di Stella, sia un “boomerang”. In merito, oltre all’articolo citato nel post qui sotto, non posso non segnalare sul Mattino l’articolo che dice tutto quello che c’è da dire, a firma del mio filosofo di riferimento. Quello che però mi ha più colpito è una dichiarazione di Stella a Tv7, che Scalfari riporta così: “Io so poco di economia e quindi non mi sento in grado di mettere in piazza le supposte malefatte dei capitalisti italiani. Ma i politici sono sicuramente peggio perché hanno tutto il potere e lo ostentano”. Dichiarazione – se confermata, e se confermata in questi termini, si capisce – con cui Stella mostra di capire di politica molto meno di quanto capisca di economia (e tanto quanto capisce di logica: io ignoro A, ma so per certo che B è peggio – complimenti). E così si scioglie finalmente un dilemma che mi attanagliava da tempo: non lo fa apposta. Probabilmente è una bravissima persona.

4 commenti leave one →
  1. detesto contraddirti permalink
    02/10/2007 13:37

    e non ho ovviamente letto nessuno dei due (uno, peraltro, lo leggi solo tu al mondo, ma ognuno ha le proprie perversioni e chi sono io per contestarti le tue), ma a occhio mi sembra che non sia necessario intendersi di economia (né di politica) per affermare che, in una (in un paese normale superflua) classifica delle categorie che è più opportuno/auspicabile/sensato rispettino le regole, i politici eletti si collocano prima dei “capitalisti”, degli sportivi, degli ingegneri, e persino dei giornalisti.

  2. francesco cundari permalink
    02/10/2007 14:11

    Premesso che non siamo d’accordo sul punto di principio, in generale, almeno nell’Italia di oggi (dove “i politici” contano come il due di picche, almeno da una quindicina d’anni a questa parte), parliamone e vediamo se ho capito bene: tu ti sentiresti meglio sapendo che Mastella “rispetta le regole” e che Geronzi (o Tronchetti, o Passera, o Montezemolo) se ne frega, o viceversa?

    Oppure la stessa categoria “i politici” non vuol dire nulla, e adesso tu mi risponderesti: un conto è Mastella e un conto è Berlusconi? Eppure Berlusconi non è proprio quel capitalista emerso vittoriosamente nel ’94 contro la politica vecchia e corrotta e che vive a sbafo sui soldi dei contribuenti? Ma sto giocando con le parole, perché il punto non è nemmeno questo, ovvio.

    Ti faccio un esempio: tu sai qualcosa del caso Parmalat, sapresti dire cosa è successo, chi (e quanti, e quanto) ci ha rimesso? Quali sono i nomi e le facce dei cattivi? Io scommetto di no, e io stesso avrei serie difficoltà. Invece saprei dir tutto, in ogni dettaglio, su come quando e perché Mastella si è fatto dare un passaggio da Rutelli su un volo di stato per andare a vedere il gran premio. Cosa che non so nemmeno se sia una “violazione delle regole”, ma so che non è costata un centesimo a nessuno. Dalla vicenda Parmalat alcune decine di migliaia di famiglie italiane hanno perso tutti i loro risparmi. Perché non provi a spiegarlo a loro, lo scandalo Mastella e l’importante funzione svolta dai grandi giornali nell’informare l’opinione pubblica sulle magagne del potere?

  3. nun ce prova' permalink
    02/10/2007 14:41

    il punto che mi interessava sottolineare era quello nel quale cavillavi che
    “Stella mostra di capire di politica molto meno di quanto capisca di economia (e tanto quanto capisce di logica: io ignoro A, ma so per certo che B è peggio – complimenti)”
    al di là dei (facili) giochini retorici, è chiaro che non è la stessa cosa. credo che voialtre persone serie lo chiamiate senso dello stato. io lo chiamo “aspettarsi che quelli eletti a rappresentare il paese facciano un po’ meno schifo del paese che li elegge”. un’utopia, mi rendo conto.

  4. francesco cundari permalink
    02/10/2007 15:22

    Per farla breve, ti risponderò con le parole di uno di quei liberali di cui si cita sempre il nome e mai l’opera. Le trovi qui. Ma ti consiglio tutto il libro (I padroni del vapore) in cui si spiega il ruolo avuto da certe illustri famiglie italiane (i nomi ti diranno sicuramente qualcosa, vedrai) in un episodio minore della politica italiana – a proposito di regole, senso dello stato, ecc. – quale l’affermazione del fascismo in Italia (cosa che sembra essere sfuggita a Stella nel suo elogio dell’Einaudi del 1919, al quale si paragona, ma ho promesso che la facevo breve, e quindi). Per il resto sono d’accordo con te: tutti dovrebbero fare i bravi, e “i politici” dovrebbero dare il buon esempio. Va bene così?

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