Vai al contenuto

Le inconfessabili verità del “caso Unipol” (inesistente, peraltro)

07/11/2007

Dopo paginate di inchieste, retroscena, verbali e intercettazioni sul “caso Unipol” (inesistente, peraltro) appioppate al lettore per quasi un anno di fila – senza contare gli editoriali – il Corriere della sera ci spiega finalmente, almeno nella sua versione on line, cosa aveva da nascondere Massimo D’Alema. Nella sua audizione davanti al Csm, infatti, Clementina Forleo avrebbe riferito di “un colloquio amichevole nel corso del quale il procuratore generale di Milano Mario Blandini le avrebbe consigliato di essere prudente, cioè di depositare, come prevede la legge, solo le intercettazioni strettamente attinenti all’inchiesta sulle scalate bancarie”. Nientemeno. Ma per quale inconfessabile ragione – vi chiederete – un procuratore giunge a tale estremo, consigliando a un gip di fare addirittura “come prevede la legge”? Ebbene, per scoprirlo, basta proseguire nella lettura: “…Facendole presente anche di essere venuto a conoscenza delle preoccupazioni del leader diessino Massimo D’Alema sull’esistenza tra i brogliacci di sue conversazioni personali con l’indagato Giovanni Consorte, nelle quali il presidente della Quercia si sarebbe lasciato andare a giudizi non proprio lusinghieri su alcuni compagni di partito, compreso Piero Fassino”.

No comments yet

Lascia un commento