Politica e poesia (e pinguini)
Forse non sono d’accordo sulla linea politica, che mi pare contenere qualche concessione di troppo ai ritornelli dell’Agenda Tafazzi – cioè allo spirito del tempo – ma credo che questa sia comunque una piccola opera d’arte. E forse anche la linea politica che sottende è in qualche modo letterariamente necessaria, perché in fondo è un esercizio di stile proprio su questo, sullo spirito del tempo, e rimproverarglielo sarebbe un po’ come criticare un romanziere perché il protagonista del suo libro è uno stronzo. Insomma, come sempre, è tutto un equilibrio sopra la follia. Siccome però il tempo passa per tutti, e io mi sono persino affrancato dallo zdanovismo, mi pare giusto segnalarla. E segnalare pure, per parte mia, che ci sono arrivato passando da un blog in cui si parla di “donne pinguinose” e di renne giganti.

letterariamente ha una t di ttroppo
pure che tu ci sia arrivato passando per un blog che parla di renne giganti è un segno dei tempi.
corretto, grazie anonimo (per mae*: è proprio quello che intendevo)