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Cosa manca al Pd

07/12/2010
Un processo di unificazione lento e complicatissimo, un’idea di sé incerta e sempre in discussione, una crisi che sembra senza uscita e di cui approfittano speculatori di ogni genere: in questi giorni è difficile distinguere i commenti alla crisi dell’euro dalle cronache che si occupano del Partito democratico. L’unica analogia che non è dato cogliere, in questo inquietante parallelo, è quale sia la Germania del Pd. In altre parole, che cos’è che regge, che ancora e nonostante tutto tiene insieme il partito che doveva cambiare l’intero sistema politico italiano?
Anche per il Pd, come per l’euro, non si è certo risparmiata l’enfasi retorica, a suo tempo, sulla più grande novità politica del millennio, lo storico risultato dell’unificazione, il superamento di secolari divisioni e la cancellazione di confini insanguinati tra partiti che per cinquant’anni si sono tanto duramente combattuti (e però, sotto sotto, si volevano un gran bene). E anche questo, oggi, è un problema. Perché tra giornalisti, osservatori e commentatori, tra chi una cosa la dice per gioco, chi la dice per professione e chi persino per passione, il fatto è che molti ci avevano scommesso sopra, e l’idea di pagare il conto non piace a nessuno. A nessuno piace ammettere di essersi sbagliato. E Pier Luigi Bersani è un capro espiatorio perfetto. Leggi tutto…