Un pulp quasi sentimentale
Prima di arrivare davanti al quadro La più bella donna di Parigi, ultima opera della mostra di James Tissot allestita a Roma al Chiostro del Bramante (è aperta fino al 21 febbraio), il visitatore deve passare per una piccola stanza buia, dove si trova una riuscitissima installazione multimediale: gli stessi personaggi raffigurati nel quadro emergono a turno dall’ombra, e parlano, grazie a delle voci preregistrate, proprio come farebbero dei perfetti gentiluomini nel foyer di un teatro (il dipinto che attende nella stanza successiva rappresenta per l’appunto una giovane donna che fa il suo ingresso in teatro, tra due ali di eleganti signori che la fissano ammirati). Anche tralasciando il fatto che Marcel Proust conobbe Tissot o che tra i soggetti dei suoi dipinti si ritrovi quel Charles Haas al quale lo scrittore si ispirò per il personaggio di Swann, la sensazione che si prova è di essere stati catapultati dentro una pagina della Recherche. Leggi tutto…
