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Notti bianche

08/09/2007

Ernesto Galli della Loggia non mi piace come storico né come editorialista né come intellettuale in generale. Non mi piace quello che dice e non mi piace come lo dice. Ma come corsivista, da quando ha cominciato a tenere tutti i giorni una rubrichina sul Corriere della sera, lo confesso, mi fa impazzire. E’ un fatto che non riesco a spiegarmi. Un vero mistero. Oggi però se la prende con la notte bianca, e secondo me sbaglia. Scrive:

“Non bastavano, a Roma, gli ingorghi perenni, le auto in doppia fila dappertutto, la pavimentazione a pezzi… non bastavano i posteggiatori abusivi, la metro che termina il servizio (unica capitale europea) alle 23.30, i trasporti pubblici mai in orario… non bastavano i taxi cari e regolarmente introvabili, le periferie abbandonate, con strade buie, marciapiedi inesistenti e cassonetti dell’immondizia a pezzi; non bastavano bar, ristoranti e pizzerie illegalmente padroni di quasi tutto il suolo pubblico, interi quartieri trasformati di notte in urlanti agglomerati di folle che rendono impossibile chiudere occhio… No, tutto questo non bastava: ci voleva pure, oggi, «la notte bianca»”.

A me non sembra che il fatto che le strade siano a pezzi e che non funzioni nulla sia un buon argomento per non fare neanche la notte bianca, che funziona. Discutiamo semmai di come farla, ma è un altro discorso. L’idea a me piace, mi sembra giusta e mi pare che abbia anche un certo successo. Insomma, la notte bianca a me va benissimo. Sono gli altri 364 giorni dell’anno che mi fanno venire l’esaurimento.

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  1. Anonimo permalink
    14/09/2007 15:28

    geniale…

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