All you need is d’Avanzo
Io credo di non aver mai letto in vita mia un editoriale come quello di Giuseppe d’Avanzo (a proposito, la “d” va maiuscola o minuscola?). Le persone banali, infatti, si dividono tra chi dice che Massimo D’Alema non ha fatto niente, dunque è il gip che ha torto ad accusarlo (sostituendosi al pm che non lo ha accusato di un bel nulla, cosa che il gip non può fare, a riprova della sua serenità), e quelli che dicono che invece D’Alema ha fatto eccome, ci sono le prove e le prove sono proprio nelle intercettazioni, dunque ha ragione il gip (non nella forma, d’accordo, ma nella sostanza) a chiedere al parlamento di autorizzarne l’uso, e il parlamento deve dire di sì.
Che ci volete fare, le persone banali ragionano così: si dividono tra chi dice a D’Alema resisti perché hai ragione e chi dice al parlamento consegnatelo perché è un furfante. Ma d’Avanzo non è mai banale. D’Avanzo (dopo il punto immagino che la “d” vada maiuscola comunque, no?) dice che “al di là delle responsabilità penali, che non si sa nemmeno se ci sono – lo dice proprio così, d’Avanzo, come fosse l’ultimo dei dettagli da considerare – egli è oggi individuato, per quelle intercettazioni, come uno dei cardini di un progetto che esplicitamente aveva l’ambizione di riscrivere gli equilibri di potere assegnando una grande banca e un grande gruppo editoriale a ciascuno degli schieramenti politici”. E cioè Bnl a Unipol (cioè Ds) e Corriere della sera a Ricucci (cioè Berlusconi).
Ora, a parte il fatto che questo grande “disegno” si è già visto che era una gigantesca montatura, a cominciare dal legame Ricucci-Berlusconi, e a parte tutto il gran casino che d’Avanzo fa a questo punto, ricominciando a infilarci Antonio Fazio, Guido Rossi, il Monte dei Paschi – a parte tutto questo, dicevo – la cosa veramente fantastica è che secondo d’Avanzo la difesa di D’Alema non va bene perché…
“Non esiste, si sa, l’onnipotenza dell’argomento giuridico. In questo caso, poi, in modo macroscopico. Ciascun attore si muove ispirato da fonti fluide e prassi controverse”.
Ecco. Alzi la mano chi avrebbe saputo dir meglio. Poche righe da scolpire nella pietra, da fare imparare a memoria il primo giorno a ogni stagista, da mettere all’ingresso della redazione: “Repubblica, un giornale ispirato”. Da fonti fluide, si capisce. Molto fluide. Praticamente liquide.
