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Contro il relativismo

04/12/2007

Massimo D’Alema, almeno a quanto riporta il Corriere della sera, avrebbe detto di essere contrario al matrimonio tra omosessuali perché “offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente”, quindi avrebbe aggiunto: “Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. Lo stato, però, deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare la legge…”. Me ne accontenterei anch’io, certamente. E forse, per il bene dei diretti interessati, sarebbe meglio sorvolare sul resto. Ma per il bene del paese, e della sinistra, forse no. E se va benissimo che un autorevole dirigente della sinistra dica che l’importante è fare una legge che riconosca a tutti almeno i diritti fondamentali, non va affatto bene – no, non secondo me, non va affatto bene e basta – che riconosca come legittimo l’argomento dell’offesa alla sensibilità religiosa altrui e della “simulazione” del matrimonio. Secondo lo stesso principio, allora, dovremmo accontentarci che in tanti paesi arabi le donne abbiano il diritto di andare a scuola e di non essere lapidate in mezzo alla strada, perché una “simulazione” dei pieni diritti civili e politici offenderebbe la coscienza religiosa di tanta gente (il che è certamente vero) in quei paesi. Intendiamoci, se qualcuno mi dicesse che in quei paesi, per il momento, questo è il massimo che si può fare, probabilmente sarei d’accordissimo sulla necessità di “accontentarsi” (fare battaglie di principio con la pelle degli altri non mi è mai parsa una buona linea politica). Ma di qui a dire che è “giusto” così, per me, ce ne corre (e mi verrebbe pure da domandare a D’Alema, lette le sue parole, quale concetto abbia del termine “offesa”).

6 commenti leave one →
  1. 04/12/2007 17:25

    hai ragione… basta andarsi a vedere mill, e la differenza tra harm e offesa… questo dimostra, in breve, che il pd, se d’alema rappresenta il pd, è ancora molto lontano dal liberalismo, anche sel senso, molto a sinistra, di JSM

    ciao,
    nullo

  2. 05/12/2007 13:24

    Ho commentato le cose dette da D’Alema nel mio blog racconto.politico in un post dal titolo “Mia nonna li chiamava pederasti”. ciao M

  3. francesco cundari permalink
    05/12/2007 17:53

    sono completamente d’accordo con te, dalla prima all’ultima riga

  4. Alex permalink
    07/12/2007 15:53

    L’argomento dell’offesa al sentire comune era utilizzato anche dai segregazionisti contro i neri. E i segregazionisti avevano ragione: i bianchi si sentivano offesi a vedere un nero sedersi loro accanto sull’autobus. La lotta contro il razzismo voleva infatti MODIFICARE il “comune sentire”, non compiacerlo o stargli dietro per non offenderlo. Il fatto che oggi D’Alema abbia usato quell’argomento mi sembra un segno molto grave dei tempi e della linea del PD: non più MODIFICARE le ingiustizie, cancellandole, ma “non offenderle”.

    La discriminazione contro le unioni gay è come la discriminazione contro i neri: la relazione tra due gay è inferiore rispetto a quella tra due etero, così come i neri erano inferiori a un uomo bianco. E non venitemi a dire che la relazione gay è inferiore perchè due etero possono avere figli e due gay no: sarebbe come dire che i neri sono inferiori perchè i bianchi sono puliti mentre i neri hanno la pelle nera.

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