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Titoli che dovrebbero avere rilevanza penale

10/12/2007

Repubblica di ieri, prima pagina: “Morti bianche, sì al carcere”. Scommetto che da un momento all’altro qualcuno invocherà la “tolleranza zero” sulla sicurezza (nei cantieri). E al prossimo incidente, magari, pure più poteri ai prefetti. In compenso, il Sole 24 Ore della strage di Torino, almeno nelle prime pagine, non parla da diversi giorni. Qui se ne parla.

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Sul Corriere della sera di oggi, in prima pagina, c’è un lungo articolo di Salvatore Vassallo (“Le ingiurie e l’imbarazzo”). Il professore è molto offeso con Gianfranco Fini, colpevole di avere definito la sua bozza di legge elettorale una truffa. Ora, capiamoci, nulla contro lo studioso che s’innamori delle proprie tesi o dell’oggetto dei propri studi, che è comunque un segno di passione per il proprio lavoro, ma qui siamo a un passo dalle crisi di gelosia. Siamo già al “come ti permetti di parlare così alla mia legge elettorale?”. Mi pare un filino eccessivo.

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Sul “caso Luttazzi” avrei tante cose da dire, ma nessuna voglia di dirle (e non perché ci sia di mezzo il mio direttore, che pensate). Per farla breve, personalmente non avrei chiuso il programma (magari non lo avrei aperto), ma considero pernicioso il vecchio argomento del chiudere-un-programma-è-sempre-sbagliato. Il difetto peggiore degli argomenti sciocchi è che costringono a risposte sciocche, tipo: e se domani in un programma di satira si spiega come costruire una molotov, si dà l’indirizzo di Tizio e si invita il pubblico a dare fuoco a casa sua, sia pure in mezzo a fior di battute spiritosissime, continuiamo a dire che chiudere-un-programma-è-sempre-sbagliato? No? E allora smettiamola subito, prima che qualcuno cominci a farlo sul serio.

8 commenti leave one →
  1. compliments permalink
    10/12/2007 22:35

    certo, e tabucchi lo voleva morto. continuate così, a lasciare che si faccia del male.

  2. 10/12/2007 22:55

    C’era il pericolo che qualcuno salisse in piedi sul bordo della vasca da bagno?

  3. francesco cundari permalink
    11/12/2007 11:17

    Ripeto a uso dei noiosi: io il programma non lo avrei chiuso, per quella frase (semmai non lo avrei aperto, perché non mi pareva un granché), ma ritengo demenziale l’idea che si debba bloccare tutto così com’è: chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori (perché questa è la conseguenza logica dell’argomento spegnere-una-voce-è-sempre-sbagliato). Credo che uno dei più gravi effetti del “caso Santoro” (e Guzzanti, ecc) sia la confusione che ha generato (che è stata generata da molti) sul concetto di “censura”. Credo che si dovrebbe mantenere una distinzione tra i concetti “censura” e “scelta editoriale”, se si vuol fare una discussione razionale.

  4. compliments again permalink
    11/12/2007 16:14

    1. noiosa a soreta. 2. credo che uno dei più gravi effetti del caso berlusconi sia avermi costretta a difendere santoro, e non permetterò al caso clinico ferrara di costringermi a difendere il diritto di luttazzi di non farmi ridere. 3. censura? scelta editoriale? suvvia, non bisogna aver paura delle parole. chiamiamo le cose col loro nome, visto che ce n’è uno e pure piuttosto preciso: salomè.

  5. francesco cundari permalink
    11/12/2007 16:21

    Come al solito parliamo di due cose diverse facendo finta di discutere, ma sul grave effetto (il più grave senza dubbio) del caso Berlusconi, consistente nell’averci costretto a difendere Santoro, sono pienamente d’accordo con te (anche se temo che abbiamo passato da tempo il confine dell’eccesso di legittima difesa)

  6. 11/12/2007 17:26

    A suo tempo difesi santoro, ma oggi devo dire che mi sento libera di non guardare le cose che fa che trovo davvero poco interessanti. In ogni caso la cosa che più mi ha preoccupato della recente vicenda è stato leggere che L aveva lavorato per un anno a quel pezzo di satira (come se poi qualsiasi cosa malfatta che uno scrive insultando un altro, non avendo alcuna dignità letteraria, dovesse chiamarsi satira)

  7. arsub permalink
    12/12/2007 17:10

    La presenza di Luttazzi in televisione non ha alcun carattere di obbligatorietà. Né la si può ancora mettere, come molti direttamente o indirettamente fanno, sul piano di un risarcimento danni che gli sarebbe dovuto.

  8. 12/12/2007 19:54

    infatti non ci aveva lavorato un anno…
    http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=15286
    ;-) M

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