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You have a dream

07/02/2008

Ieri avrei voluto scrivere qui una cosa con questo titolo. Il tema l’avete già capito: questo increscioso incidente, che magari poi sarà andata pure come dice lui, anche se io non credo molto alla tesi dell’agguato del giornalista (al massimo posso concedere il delitto preterintenzionale). Il fatto è che una persona che mi vuole bene mi ha fermato. Mi ha detto, più o meno, che non se ne poteva più, che ne stavo facendo una malattia, che dovevo recuperare un minimo di “atarassia” (ho amici colti, io, che vi credevate). E poi – ha aggiunto – avrai pur qualcos’altro di cui parlare: un libro, un film, una vita insomma (tralascio l’argomento donne, che ha delicatamente tralasciato anche lui, dato che giusto qualche giorno fa ho avuto una piccola discussione a proposito di matrimonio: lei favorevole e io contrario, come sempre, con l’unica spiacevole novità che il suo futuro marito non sembra pensarla come me – ma ho detto che tralasciavo, e dunque). Libri, film, vita. Ho risposto che leggo un sacco di libri e sono pieno di atarassia come una mongolfiera, che ogni sera mi leggo le lettere morali di Seneca in latino senza neanche sapere il latino, da quanto trabocco atarassia. Ma la verità è che ha ragione lui. Dirò di più: ha ragione Veltroni – su questo singolo specifico punto, s’intende, non sulla linea politica – e ha torto chi su questo singolo specifico punto lo critica. Il problema è che pure come linea esistenziale (e non politica) dubito che Veltroni sia in grado di interpretarla coerentemente. Al massimo può dire la solita frasetta di John Lennon, che poi è una brutta scopiazzatura di Seneca. Se non ricordo male: “La vita è quella cosa che ti capita mentre stai facendo qualcos’altro”. Vuoi mettere con l’originale?

Maxima pars vitae elabitur male agentibus, magna nihil agentibus, tota vita aliud agentibus

Ecco perché proprio non mi riesce di essere veltroniano. Prima che un dissenso strategico, il mio è un dissenso tattico. Ma dico, porca miseria, vuoi andare da solo? Tutti ti dicono che non è il momento, che non ci sono le condizioni, che in teoria va bene ma non così, non con Berlusconi dall’altra parte, non adesso? Avevi a portata di mano la risposta perfetta, lo slogan perfetto: “Dum differtur vita transcurrit”. E invece che hai detto? “Yes, we can”. E allora mi tengo il mio titolo.

3 commenti leave one →
  1. quartieri permalink
    07/02/2008 14:43

    Non è che ci volesse il situazionista Sofri per capire il tenore della domanda fatta da qualche collega. il leggerissimo punto che ti sfugge è che c’è uno spazio esistenziale, politico, tattico e strategico abbastanza ampio tra l’essere veltroniano e l’essere ossessionati da Veltroni.

  2. Alek permalink
    08/02/2008 00:27

    Frasetta per frasetta, Tracy Chapman cantava, sempre che non ricordi male, “If not now then when?”.
    Comunque, se può servire, io l’ho visto l’altro giorno che si infilava le dita nel naso! Sai, per il tuo dissenso strategico e tattico.

  3. fausto permalink
    08/02/2008 18:43

    garantisco, agguato giornalistico

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