Manette e cilicio
13/02/2008
Dopo avere spiegato che la sua linea non dev’essere definita “andare da soli” – bensì, semmai, “liberi” – Walter Veltroni ha deciso l’apparentamento tra il suo partito e quello di Antonio Di Pietro. Insomma, al momento decisivo, ha optato per la libertà vigilata. Questo però non significa che i due non abbiano intenzioni serie: dopo le elezioni, in vista di un serissimo processo di unificazione tra i due partiti, in parlamento l’Italia dei Valori confluirà in un gruppo unico con il Pd. Personalmente, tremo alla sola idea dell’accordo “politico e progettuale” di cui parla Di Pietro. Ma soprattutto tremo all’idea del gruppo unico. E del comune simbolo.
2 commenti
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tremo pure io anche se Di Pietro è un pò colpa nostra. VD mugello.
Sei un grande, ma questa volta non ti seguo. Perche’ mai trovi strana l’alleanza Di Pietro Veltroni? Sappiamo da sempre che il tallone d’Achille di Berlusconi e’ il ruolo imprenditoriale con le decine di problemi giudiziari che in Italia questo ruolo richiama come carta moschicida, e ti stupisci che Veltroni da bravo allenatore abbia acquistato subito un attaccante di razza? Non capisco.
Piuttosto, sarebbe ora che Berlusconi si decidesse a fare congressi e a permettere a qualcuno meno attaccabile di lui dal punto di vista giudiziario di condurre la destra.
Paolo Lucci