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Primi e molto deludenti segnali di continuità

05/03/2009

Fino a ieri mi sembrava che Dario Franceschini stesse facendo quel che c’era da fare, rimettendo un po’ di ordine e razionalità in casa, almeno nei limiti del possibile. Naturalmente continuavo a pensare che la scelta di un “reggente” eletto in quel modo, mentre la casa andava a fuoco, non fosse proprio la più adeguata, ma ero ben lieto di riconoscere come le sue prime mosse – in sintesi: l’allontanamento dei piromani – andassero perlomeno nella direzione giusta. Ora però comincio a ricredermi. Sostanzialmente, per due cose che ha detto, entrambe false, sebbene ripetute da tanti e tanto ossessivamente da essere diventate luoghi comuni.

La prima: che Walter Veltroni sarebbe il fondatore del Pd, che senza di lui il Pd non sarebbe mai nato (non ho tempo né voglia di rifare tutta la storia, ma giusto perché resti a verbale: è vero l’esatto contrario – Veltroni è stato fino all’ultimo il più tenace oppositore della “fusione fredda Ds-Margherita”, nonché il principale responsabile della sua attuale crisi).

La seconda: che l’attuale crisi del Pd (e le conseguenti dimissioni di Veltroni) sarebbero dovute al “logoramento”, alla “litigiosità” (e cioè, come amavano dire con più chiarezza i veltroniani, al sabotaggio). Insomma, agli altri.

La storia della segreteria Veltroni, che ha lasciato il Partito democratico in uno stato agli occhi di tutti obiettivamente pietoso, sarebbe dunque segnata da queste due grandi giustificazioni: se ha perso le elezioni, polverizzato l’attuale opposizione e consegnato a Berlusconi la più forte maggioranza di sempre, ottenendo per il Pd nemmeno due punti in più di quanto preso dalla lista Ds-Margherita in tutte le precedenti elezioni (politiche ed europee), questo sarebbe stato comunque un miracolo, pure troppo, perché la situazione era stata irrimediabilmente compromessa dal governo Prodi. E se ha perso pure tutte le elezioni successive, e sempre peggio, senza riuscire a sciogliere uno solo dei nodi politici, identitari, tattici e strategici che il Pd aveva di fronte, ebbene, nemmeno di questo Veltroni porta la minima responsabilità, perché la situazione era stata irrimediabilmente compromessa dalle manovre delle correnti, dai complotti degli oligarchi, e via elencando.

Dunque perché si è dimesso? Per “generosità”, ha ripetuto ieri Franceschini. Mica perché andando avanti di questo passo, dopo i risultati che si profilavano alle amministrative e alle europee, sarebbe stato un po’ più difficile continuare a dire che se il Pd sprofondava sotto zero lui non c’entrava niente, che prima era colpa di Prodi e poi di D’Alema, ieri del vento di destra e oggi del vento di sinistra, domani della pioggia e dopodomani del sole, e poi di mia sorella e poi dell’oscuro signore e infine di tutti, proprio di tutti, meno che del segretario e delle sue scelte. Ma come è possibile non vedere che è proprio questa, invece, la principale responsabilità di Veltroni e dei veltroniani, e cioè l’avere instillato un simile veleno nella dialettica interna e nel rapporto con il proprio popolo? Se le cose non vanno come dovrebbero, cercate le quinte colonne, denunciate i complotti del nemico infiltrato nelle nostre file, il sabotaggio dei traditori, le vergognose congiure della cricca trotzkista-zinoveviana! Chiunque si permetta di esprimere un dissenso, mettendo in dubbio la suprema e indiscutibile volontà del leader, fa solo il gioco del nemico, lavora contro il partito, vuole spaccarlo, distruggerlo, impossessarsene.

E questo, scusate, sarebbe il “partito democratico” che vorreste costruire? L’alternativa al “partito personale” di Berlusconi? Lo specchio di un’Italia diversa, il suo frutto più maturo, la testimonianza di un altro modo di fare politica?

Auguri.

5 commenti leave one →
  1. 05/03/2009 16:08

    Non prendertela troppo con Franceschini, non conta nulla e non perchè lo dica io. Leggi cosa dice oggi D’Alema al riformista: prima di parlare con Tremonti l’ha informato.

    Ma come informato? A nome di chi parlava D’Alema con Tremonti? Era forse lì come rappresentante di italiani europei? Un colloquio del genere si tiene dopo che il tuo segretario di ha dato mandato e spiegato la posizione ufficiale del partito. A voler essere proprio laschi, quantomeno si concorda ma….informato? Roba da matti.

    Condivido invece in pieno il giudizio su Veltroni, direi che non c’è nulla da aggiungere.

  2. 05/03/2009 17:11

    Che fai, confluisci nell’Italia dei Valori?
    Teniamoci in contatto. L.

  3. francesco cundari permalink
    05/03/2009 17:59

    ritira subito quello che hai detto.

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