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Dal Macbeth al Nazareno

20/02/2015

il Foglio

Il fatto che all’indomani dell’elezione del nuovo capo dello stato lo scontro sulle riforme abbia ripreso indisturbato, accompagnato persino dalla polemica postuma sul patto del Nazareno, potrebbe dare l’impressione che in fondo, a sinistra, non sia cambiato niente. Ma forse è più vero il contrario, e come spesso accade il tentativo di dimostrare che tutto è rimasto com’era dipende proprio dal fatto che tutto è cambiato. Quel tentativo può dunque riuscire a guastare la festa e a interrompere le celebrazioni, ma non a cambiare la sostanza. Del resto, sia pure forse con un eccesso di enfasi e con un entusiasmo iniziale che le successive polemiche hanno in parte raffreddato, in molti avevano salutato l’elezione di Sergio Mattarella al Quirinale come la fine della Seconda Repubblica. Il definitivo accantonamento di un’intera classe dirigente: i leader del centrosinistra di questi ultimi venti anni, che Matteo Renzi aveva già estromesso dai vertici del partito prima e del governo poi, per escluderli ora anche dalla suprema funzione di garanzia, ripudiandoli persino come padri nobili. Leggi tutto…