Il Casaleggio che è in voi
La grottesca vicenda delle espulsioni e della gogna imposta ai dissidenti nel Movimento 5 Stelle è oggi al centro di molti commenti, perlopiù giustamente indignati. A me però sembra che in tanta indignazione manchi sempre un passaggio: la responsabilità del mondo dell’informazione e della cultura. Perché questa vicenda non è che l’ennesima conferma di una ovvietà che solo in Italia è stata finora sempre negata, e cioè che una democrazia moderna può funzionare soltanto in due modi: attraverso partiti democratici o attraverso partiti non democratici. E in Italia la lunga campagna ideologica contro i partiti, etichettati prima come “partitocrazia” e poi come “casta”, non è stata certo inventata dai grillini (semmai sono i grillini a essere un suo prodotto). L’intera storia della Seconda Repubblica sta lì a dimostrare la tesi: l’illusione di potere costruire una democrazia senza partiti ha prodotto solo un’infinita serie di partiti senza democrazia, di cui Forza Italia rappresenta il modello base (nonché il più riuscito) e il Movimento 5 Stelle la versione 2.0. In tanta giusta indignazione, sarebbe dunque appropriato un segnale non dico di autocritica, ma almeno di un possibile ravvedimento operoso, che ci permettesse di sperare in un futuro che non sia sempre e solo la caricatura del presente.
