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Il Casaleggio che è in voi

27/02/2014

La grottesca vicenda delle espulsioni e della gogna imposta ai dissidenti nel Movimento 5 Stelle è oggi al centro di molti commenti, perlopiù giustamente indignati. A me però sembra che in tanta indignazione manchi sempre un passaggio: la responsabilità del mondo dell’informazione e della cultura. Perché questa vicenda non è che l’ennesima conferma di una ovvietà che solo in Italia è stata finora sempre negata, e cioè che una democrazia moderna può funzionare soltanto in due modi: attraverso partiti democratici o attraverso partiti non democratici. E in Italia la lunga campagna ideologica contro i partiti, etichettati prima come “partitocrazia” e poi come “casta”, non è stata certo inventata dai grillini (semmai sono i grillini a essere un suo prodotto). L’intera storia della Seconda Repubblica sta lì a dimostrare la tesi: l’illusione di potere costruire una democrazia senza partiti ha prodotto solo un’infinita serie di partiti senza democrazia, di cui Forza Italia rappresenta il modello base (nonché il più riuscito) e il Movimento 5 Stelle la versione 2.0. In tanta giusta indignazione, sarebbe dunque appropriato un segnale non dico di autocritica, ma almeno di un possibile ravvedimento operoso, che ci permettesse di sperare in un futuro che non sia sempre e solo la caricatura del presente.

2 commenti leave one →
  1. lallo permalink
    01/03/2014 22:33

    La risposta è semplice. La differenza semantica tra partito e movimento consisteva (gli ultimi fatti l’hanno devastata) nella strategia di conquista di ruoli elettivi. Non una lunga trafila, antimeritocratica (favorisce i disonesti ed i corrotti, creando un sottobosco politico fertile per le lobby, fondamentalmente parliamo di un concorso ad eliminazione per onesti ed incorruttibili) ma un sistema diretto che annullasse gli svantaggi dell’evidente inesperienza degli eletti, coi molto maggiori vantaggi dell’indipendenza da centri di potere ormai consolidati e dotati di controllo militare sulle forze politiche tradizionali (edilizia e banche). Il progetto era credibilissimo. Mancava solo una parte che ci si aspettava prendesse forma con l’entrata m5s in parlamento. Ovvero un centro decisionale, esterno al parlamento, nel quale confluissero le suggestioni politiche della rete, dei meetup, degli amministratori ed eletti locali. Ovvero un gruppo di lavoro (con membri eletti a rotazione) che tracciasse la linea politica del m5s, tracciasse la comunicazione del m5s, tracciasse i contatti con le personalità capaci di contribuire ad un eventuale governo m5s. Tutto questo è stato impedito da Casaleggio. Che si è dimostrato semplicemente un inetto teorico del caos. E purtroppo l’impreparazione della maggioranza dei parlamentari m5s ha fatto il resto, saldandosi con le teorie sbilenche del guru in una spirale impazzita che, malgrado tutto, il gruppo del senato stava per interrompere (alla prossima elezione del portavoce m5s al senato NON avrebbe vinto un lealista). Tanto è bastato per scatenare la caccia alle streghe da parte del guru in difesa del suo giocattolo (che in questo modo ha però seppellito)

    • Pietro Gravino permalink
      02/03/2014 20:14

      Ritengo davvero improprio il parallelo tra Forza Italia e il M5S sul piano della democrazia interna:
      – il programma è stato deciso dalla base;
      – i candidati sono stati decisi tutti, uno per uno, dagli attivisti, senza che né Grillo né Casaleggio li conoscessero (certificavano solo la loro candidabilità); questa pratica è stata poi ‘copiata’ dal PD, che ha giustamente e finalmente fatto le primarie per i candidati, dopo che lo ha fatto il movimento;
      – il movimento dispone di una piattaforma per realizzare proposte di legge dal basso, LEX, sulla quale sono già stati elaborate proposte interessanti con l’intervento di migliaia di persone;
      – persino le espulsioni che lei cita sono state decise, in ultima analisi, dalla base (peraltro, tutti i partiti espellono, a volte con procedure molto meno democratiche di quelle usate dal movimento);
      – Grillo è stato messo in minoranza diverse volte (sull’elezione di Grasso, sull’immigrazione clandestina, sull’incontro con Renzi): ha strepitato ogni volta ma alla fine si è semplicemente dovuto adeguare.
      La lista non vuole essere esaustiva ma mi sembra comunque sufficiente per chiederle se davvero un movimento con questi connotati è equiparabile a quella monarchia assoluta che è Forza Italia.

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