Come smettere di fumare senza volerlo /3
Bene. E’ l’una e mezza del mattino di lunedì 3 dicembre 2012, Pier Luigi Bersani ha appena vinto le primarie del centrosinistra, non fumo una sigaretta dal 17 agosto 2010 e questo mi sembra proprio il momento giusto per riprendere il discorso cominciato qui (e proseguito qui). E’ una specie di impegno che sento di dover rispettare con la piccola comunità che si è formata spontaneamente nei commenti al primo post, scritto appena tre giorni dopo aver fumato l’ultima sigaretta, e solo in minima parte trasferitasi nel secondo, scritto quando i giorni di astinenza erano diventati centoventisette (e lo capisco: i fumatori sono abitudinari). Non farò quindi riassunti delle puntate precedenti, se siete interessati potete rileggervele cliccando sui relativi link, ma sinceramente non ve lo consiglio, a meno che non abbiate molto tempo da perdere.
La differenza fondamentale con l’ultimo post che ho scritto sull’argomento è che non sono più in grado di dire esattamente da quanti giorni non fumo. Non tengo più a mente il numero, e non ho più nemmeno alcun foglietto con annotati risultati parziali e date per aiutarmi a tenere il conto, perché fondamentalmente non sento più l’impellente necessità di rimotivarmi ogni minuto. Anzi, mi sento di poter dire che il pensiero della sigaretta, almeno a livello cosciente, ormai attraversa la mia mente piuttosto di rado. Forse esagero, ma direi che può capitare che io non pensi alle sigarette neanche una volta nel corso di un’intera settimana, forse pure due.
Anche i sogni in cui ricominciavo a fumare sono scomparsi quasi del tutto (sia quelli in cui ricominciavo a fumare per sbaglio, sia quelli in cui ricominciavo a fumare in seguito a un lungo e articolato ragionamento che al risveglio non riuscivo mai a ricostruire). Forse potrei dire semplicemente che ce l’ho fatta, che ho smesso di fumare, ma non credo sia solo la scaramanzia a trattenermi. Il fatto è che a rileggere quello che scrivevo all’inizio, mi sento un po’ a metà strada. Ora non escludo più di poter dire un giorno di avere smesso non solo di fumare, ma di essere un fumatore. E’ solo che non sono sicuro che quel giorno sia già arrivato. Ci vorrei pensare ancora un po’ su, ecco tutto. In fondo, smettere di fumare è più una cosa che mi è capitata che una scelta consapevole (è stata una mia scelta consapevole, certo: ma quante scelte consapevoli mi sono rimangiato nella mia vita, a cominciare dalle venti o trenta volte in cui avevo smesso di fumare prima dell’ultima?). Questa volta, probabilmente per l’incrocio di mille circostanze diverse, è capitato che andasse così. E ho smesso. O forse dovrei dire: non ho ricominciato.
Razionalmente, in qualunque momento ci pensi, vedo solo lati positivi. Soprattutto perché ripenso alle sofferenze indicibili che ho passato per arrivare fin qui. E a tutte le volte che ho attraversato quell’inferno senza arrivare da nessuna parte. Ma certo se ci penso per qualche minuto in più, se ci penso bene come sto facendo adesso, devo dire la verità: un po’ di nostalgia la sento ancora. So che non ha nessun senso, ma adesso è così, è proprio come un grande amore perduto: vorrei provare quella sensazione un’ultima volta, soltanto una. Salutarla come si deve. So che non è possibile e questo aumenta la nostalgia per il tempo in cui potevo, sempre, in qualsiasi momento.
Però alla fine queste sono sensazioni passeggere, che mi prendono quando me le vado proprio a cercare, come stanotte. E non mi sono messo qui a scrivere per lanciare un invito alla depressione. Al contrario. Per esempio, erano mesi che non soffrivo più di insonnia. E probabilmente prima che passi un’altra notte a scrivere di queste cose ne passeranno molti di più. Questo però era il momento giusto, perché oggi, bene o male, tante persone sono andate a dormire piene di speranze. Ma io avevo un debito da saldare con i 141 commenti che non ho ancora nemmeno finito di leggere. E allora ho pensato che prima di andare a dormire potevo provare ad abbozzare una risposta sola per tutti, o almeno per tutti quelli che ho letto finora. E la risposta è sì, ho tenuto duro: non ho ancora ricominciato. E non è così male, davvero, il paesaggio che ti aspetta, appena fuori dalle fiamme dell’inferno.
