Il falò delle libertà
La diabolica penna di Tom Wolfe non avrebbe saputo architettare una scena più intensamente evocativa. Nemmeno Brian De Palma avrebbe potuto girarla meglio degli ignoti cameraman che l’hanno registrata per i telegiornali di tutto il mondo. Al centro, l’ex direttore del Fondo monetario internazionale, regale come il suo imponente nome francese: eccolo lì, Dominique Strauss-Kahn, che scende da una macchina di grossa cilindrata per entrare in tribunale, stretto al fianco della sua elegantissima moglie. E tutto attorno a loro, dietro le transenne, due ali di folla urlanti, due ali di donne in divisa da cameriera, quasi tutte di colore. “Vergogna”, gridano. Sono venute apposta per questo. Per essere precisi, sono arrivate lì con i pullman del sindacato. A pensarci bene, abbiamo forse parlato troppo presto: Tom Wolfe aveva già scritto tutto. Il suo capolavoro, “Il falò delle vanità”, abbonda di scene simili. E Brian De Palma ne ha già tratto un film di successo, ormai più di vent’anni fa. Leggi tutto…
