Scalate finanziarie e ricadute politiche
Come è noto, non si può parlare di un processo senza avere studiato le carte, né commentare una sentenza senza aver letto le motivazioni, né discutere le motivazioni senza conoscere il caso, la giurisprudenza, la filosofia eleatica e soprattutto le buone maniere. Solo delle indagini, cioè di accuse, intercettazioni e insinuazioni di qualsiasi genere, in Italia, si può parlare quanto si vuole e senza tanti problemi. Nel caso poi della sentenza Antonveneta, che ha visto condannati l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e l’ex capo di Unipol Giovanni Consorte a pene pesanti (per il governatore, persino più di quanto chiesto dall’accusa), i giornali non avevano aspettato nemmeno le indagini. Tuttavia, non possiamo dimenticare che si tratta di una sentenza di primo grado, come certamente non lo avranno dimenticato i giudici che l’hanno finalmente emessa, a sei anni dai fatti. Tanto più dinanzi alla concreta possibilità che all’ultimo grado di giudizio, per via della prescrizione, non si arrivi mai. Un rischio, ma anche un’opportunità, che secondo Franco Bechis li avrebbe spinti a pronunciare una condanna politico-morale, scrivendo “per la memoria più che per la giustizia”. Ma quella del vicedirettore di Libero è una posizione isolata, a dir poco. Leggi tutto…
