L’auspicabile tramonto del tele-leaderismo
A seguirla sui giornali, la vera novità di questa ennesima polemica sull’occupazione berlusconiana della tv sta tutta qui: che non si riesce a capire se il motivo dello scandalo (e delle multe comminate dall’Agcom) sia un’unica intervista andata in onda allo stesso tempo su cinque telegiornali diversi, cinque diverse interviste trasmesse da altrettanti tg o addirittura un solo videomessaggio preregistrato e poi distribuito alle varie redazioni. Ospite di Porta a Porta, mercoledì sera, Silvio Berlusconi ha spiegato che non solo si è trattato di normalissime interviste, ma che l’improvviso affollamento è stato causato dall’inguaribile gelosia professionale dei direttori, che non hanno voluto saperne di attendere ciascuno il proprio turno, nonostante le accorate preghiere del presidente del Consiglio. Stupisce che nemmeno il direttore del Tg4, suo intimo amico, lo abbia accontentato. Ma soprattutto stupisce che a leggere i giornali quel piccolo dettaglio – se si trattasse cioè di un’intervista o di un monologo – non si riesca a capire. Tanto da far venire il sospetto che la differenza non appaia più molto importante, o non appaia affatto, nemmeno agli occhi dei giornalisti. Leggi tutto…
