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Dovere di cronaca

17/01/2011

Visto che pochi miei colleghi sembrano volersene fare carico, mi assumo io l’ingrato compito di ricordare, per dovere di cronaca, che Walter Veltroni è diventato segretario del Pd nell’ottobre del 2007, a poco più di un anno di distanza dalle elezioni in cui la lista unitaria Ds-Margherita aveva raccolto alla camera il 31 per cento, e si è dimesso nel febbraio 2009, appena quattro mesi prima di quelle elezioni europee in cui il Pd avrebbe preso il 26. Dunque, se i numeri non sono un’opinione, non è vero che Veltroni abbia lasciato il Pd al 33 per cento (risultato delle elezioni del 2008). La verità è che Veltroni il Pd lo ha preso al 31 per cento, e dopo aver perso cinque elezioni di fila (politiche, amministrative a Roma, regionali in Sardegna e un altro paio che non mi ricordo più neanch’io), lo ha lasciato al 26. Cioè, più o meno, dove sta adesso (secondo i sondaggi). E questo è certamente un validissimo motivo per criticare l’attuale segretario e tutto il gruppo dirigente, senza nessun bisogno di inventare balle allo scopo.

P.S. Per dovere di cronaca devo anche dire che attenti lettori (sia nel primo commento qui sotto sia su Facebook) mi hanno fatto giustamente notare una grave mancanza nel mio discorso: se infatti a Bersani si possono imputare i dati dei sondaggi di oggi, come fa Veltroni e come ho fatto anch’io in questo post, allora bisogna fare lo stesso con tutti. E quando Veltroni si è dimesso, nel febbraio 2009, i sondaggi davano il Pd al 23 per cento (e ai primi di marzo già al  22).