Tocca decidersi
Il dibattito innescato dall’intervista di Pier Luigi Bersani a Repubblica può essere molto utile al Pd e al centrosinistra (definizione di centrosinistra: dicesi “centrosinistra” quella larga coalizione di partiti la quale, in un sistema elettorale maggioritario, impedisce che vinca sempre e matematicamente il centrodestra senza nemmeno bisogno di fare la campagna elettorale, come accaduto nel 2008). Perché il dibattito sia utile occorre però che siano rispettate alcune semplici regole della logica aristotelica, a cominciare dal principio di non-contraddizione. Esempio. Se si vuole il bipolarismo, e anzi si accusa il segretario del Pd di non difenderlo abbastanza, poi non lo si può criticare perché penserebbe solo alle alleanze, o perché vorrebbe allearsi anche con partiti politicamente e culturalmente assai distanti dal Pd. Se si vuole il bipolarismo, cioè un meccanismo elettorale che dà la maggioranza alla coalizione che prenda anche un solo voto in più, poi non si può criticare Bersani perché cerca di costruirla, questa benedetta coalizione. A meno che il modello non siano davvero le elezioni del 2008, con i nove punti di distacco tra centrodestra e non-coalizione Pd-Idv. Ma se questo fosse il modello, tanto varrebbe risparmiare i soldi per schede, matite copiative e presidenti di seggio, dare ogni volta la vittoria a Berlusconi per due a zero a tavolino, e non pensarci più. Leggi tutto…
