Come fermare il fango tossico-giornalistico
09/10/2010
Il fatto che il pm Henry John Woodcock chieda di perquisire la redazione, le case e le persone di due giornalisti per un sms e un paio di telefonate di Nicola Porro è una notizia che non può lasciare tranquillo nessuno. O almeno nessuno che abbia anche solo un’approssimativa conoscenza del giornalismo, di una qualsiasi redazione, di Porro e di Woodcock.E’ un problema talmente serio che non si sa più nemmeno a chi esprimere solidarietà. A Emma Marcegaglia, che messa in ansia da un messaggino di Porro al suo portavoce, in cui si parla di un’inchiesta del Giornale su di lei, chiama Fedele Confalonieri e fa bloccare tutto? A Porro, che si domanda come avrebbe mai potuto immaginare che qualcuno prendesse sul serio le sue scherzose minacce, evidentemente convinto fino a ieri di lavorare al Corriere dei Piccoli? A Repubblica e a tutti gli altri giornali, che ora parlano di dossieraggio e campagne diffamatorie, dopo avere diffuso tonnellate di intercettazioni, ed essere arrivati persino a ripubblicarle rilegate in agili volumetti, coprendo di fango centinaia di persone, spesso mai neppure indagate, o magari assolte perché il fatto non sussiste? A Silvio Berlusconi, che dell’ultima ondata di attacchi personali a mezzo stampa è certo non il solo, ma sicuramente uno dei principali responsabili? Leggi tutto…
