Dieci, cento, mille articolate distinzioni
Negli ultimi giorni mi sono rimaste un po’ di cose da dire, quindi le metto qui, un po’ alla rinfusa. Anche perché più avanti potrebbero servirmi di nuovo ed è sempre bene avere un modello sicuro da cui copiare. La prima cosa che volevo dire è che domani andrò al corteo della Fiom. Non perché mi piacciano sempre le posizioni della Fiom (anzi), ma perché mi piace ancora meno quello che sta capitando in Italia da un po’ di tempo a questa parte, dalle scelte di Marchionne alle parole di Bonanni su “dieci, cento, mille Pomigliano”, passando per il gioco del governo e in particolare di alcuni ministri di provenienza ex socialista. Governo e ministri che avrebbero dovuto esercitare – se non altro – una funzione di mediazione e moderazione, in una fase di crisi così difficile. E lo hanno fatto più o meno quanto a suo tempo sul caso Englaro. Stesso tatto, stessa sensibilità, stessa serena obiettività. L’altra cosa che volevo dire è che un Partito democratico che non prendesse una posizione netta e non fosse pronto a dare battaglia su queste cose, secondo me, non servirebbe a niente. Ma qui dovrei fare un discorso più lungo, che farò un’altra volta. La terza cosa che volevo dire è che bisognerebbe fare più attenzione, tutti quanti, alle proprie parole, alle proprie scelte e alle proprie responsabilità, ora più che mai. Non tira una bella aria ed è facile che peggiori. Proprio per questo occorrerebbe, innanzi tutto nel sindacato, quella che un tempo si chiamava “vigilanza democratica”. Sugli attacchi alle sedi della Cisl, le minacce, le intimidazioni, non ci possono essere né giustificazioni né indulgenze. Ogni forma di violenza e di istigazione alla violenza va fermata subito e con la massima durezza. La mia impressione è che il conflitto sociale e politico tenderà a estendersi e a radicalizzarsi, non solo in Italia ma forse in Italia più che altrove, e con tutti gli incendiari in circolazione, al governo e all’opposizione, nelle redazioni, nelle piazze e anche nei sindacati, ci sarà un enorme bisogno di persone solide e responsabili, capaci di “fare cordone”, non solo al corteo di domani.
Le altre cose che volevo dire le trovate qui.
