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Veltroni e il complesso di Robertino

30/05/2010

Forse perché pensa, come la mamma di Robertino, che la fretta è figlia del demonio, Veltroni suggerisce di “mettere per un momento da una parte tutto il resto, la manovra finanziaria e la crisi, Berlusconi e Fini e le questioni interne ai partiti”. In breve, il candidato del 2008 al governo del paese propone che l’Italia lasci perdere tutto quello che preoccupa gli altri paesi europei, per mettersi a discutere di Licio Gelli e suoi derivati. È il principio di precauzione, bellezza: in una delle sue più soffocanti applicazioni. Basta infatti formulare l’ipotesi dell’entità esterna, ricondurre ad essa tutti i misteri irrisolti d’Italia – perché, s‘è visto, o c‘è un’unica entità o non si capisce come possa non esserci un’unica entità – per paventare un rischio per la democrazia tale che al confronto il rimanente son bazzecole.

Massimo Adinolfi su Left Wing.