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Veltroni e il complesso di Robertino

30/05/2010

Forse perché pensa, come la mamma di Robertino, che la fretta è figlia del demonio, Veltroni suggerisce di “mettere per un momento da una parte tutto il resto, la manovra finanziaria e la crisi, Berlusconi e Fini e le questioni interne ai partiti”. In breve, il candidato del 2008 al governo del paese propone che l’Italia lasci perdere tutto quello che preoccupa gli altri paesi europei, per mettersi a discutere di Licio Gelli e suoi derivati. È il principio di precauzione, bellezza: in una delle sue più soffocanti applicazioni. Basta infatti formulare l’ipotesi dell’entità esterna, ricondurre ad essa tutti i misteri irrisolti d’Italia – perché, s‘è visto, o c‘è un’unica entità o non si capisce come possa non esserci un’unica entità – per paventare un rischio per la democrazia tale che al confronto il rimanente son bazzecole.

Massimo Adinolfi su Left Wing.

9 commenti leave one →
  1. 31/05/2010 09:00

    bé, lasciando perdere le “entità”, nel nostro paese si è combattuta ferocemente a caldo la guerra fredda, e dopo la caduta del muro qualche reparto non era ancora tornato a casa e magari si è imbattuto in bande di irregolari (già incrociate da alleati negli anni passati) con le quali ha provato a portare a casa il miglior bottino possibile (magari sperando in buone riconoscenze e in nuovi arruolamenti, ancora magari grazie a qualche ricatto).
    e poi credo che siano a volte proprio le stesse persone fisiche che stanno dietro ai disastri industriali e finanziari, alle monopolizzazioni chiamate privatizzazioni, allo svuotamento della democrazia costituzionale etc. (in poche parole alla seconda repubblica).
    quindi fermarsi come dice veltroni pare certo assurdo, ma fare luce per orientare l’azione politica della sinistra mi parrebbe il minimo, farebbe parte dell’analisi sul paese anormale, o no?

  2. 01/06/2010 13:43

    fermarsi.
    una soluzione geniale davanti alla crisi e all’economia stagnante.
    Anche se sempre meglio di lamentarsi dei tagli di stipendio ai parlamentari o proporre nuovi condoni edilizi.
    E’ che in questo paese vincono sempre i furbi.
    http://riciardengo.blogspot.com/2010/05/i-furby-in-questo-paese-vincono-sempre.html

  3. arsub permalink
    02/06/2010 09:36

    Chiedere che si faccia luce sulle stragi del ’93 non mi pare implichi che si voglia caratterizzare l’opposizione nel senso che si debba considerare secondario tutto il resto. Questo a prescindere dal tono della dichiarazione di Veltroni, enfatica come è suo costume, che chiede di “mettere per un momento da parte tutto il resto”, e a prescindere dalla sua incapacità (che però nel PD purtroppo non è solo sua) di fornire risposte convincenti a problemi tipo manovra finanziaria, disoccupazione, ecc. (metto da parte nel discorso dinamiche retrostanti eventualmente associabili all’asse Repubblica-Veltroni).

  4. francesco cundari permalink
    02/06/2010 13:46

    Ad Andrea e Arsub: condivido parola per parola l’articolo di massimo adinolfi e sono d’accordo con molte delle cose che dite voi, ma ho l’impressione che voi non cogliate quello che a mio parere è il punto. La dico stringata e chiara: nessuno, in un paese democratico, può permettersi di dichiarare pubblicamente, più o meno allusivamente, che forse, in base agli attuali “ragionamenti” e alle testimonianze raccolte da personaggi che definire dubbi è dir poco, a quanto sembrerebbe di capire, salvo errore, a quanto pare, può darsi che il governo del paese e le istituzioni democratiche siano da anni in mano alla mafia (cosa che comunque, chiariamo, non è quello che ha detto Ciampi, che a mio parere in questa storia è stato tirato dentro in modo scorrettissimo). Un personaggio pubblico, un procuratore, un uomo politico, secondo me, non può, semplicemente non può, per nessun motivo, fare affermazioni simili per allusioni, nascondendosi dietro formule come “se davvero… allora…”, e non sappiamo se è vero ma se è vero, e non lo so mica se è così ma se così fosse…

    • John Doe permalink
      02/06/2010 15:44

      Pienamente d’accordo con te. Posso solo aggiungere che, a mio avviso, qui qualcuno deve andare in galera. Se le “ipotesi” fossero vere ci andrà il berlusca, altrimenti ci andrà chi le ha buttate lì con tanta apparente nonchalance.
      L’unica cosa che non si può e non si deve fare con quella roba è lasciarla lì, a galleggiare.

    • arsub permalink
      02/06/2010 16:18

      Francesco, il punto di cui parli, punto che per la verità non mi pare venga toccato nell’articolo di Massimo Adinolfi, è certamente rilevante, nulla quaestio. Solo che a me sembra che nessuno dall’interno delle istituzioni abbia mai nella sostanza detto che “il governo del paese e le istituzioni democratiche sono da anni in mano alla mafia”. Proprio ieri ho riletto e riascoltato tutto, e posso dirti che non l’hanno certamente detto Grasso e Ciampi, che riferendosi strettamente alle stragi del ’93 hanno chiamato in causa “centri di potere anche istituzionali” e “pezzi deviati dell’apparato statale”, che poi sono esattamente le stesse espressioni che tutti a sinistra usavano ai tempi delle stragi fasciste degli anni 70-80. Ma direi che non l’ha detto nemmeno Veltroni, al netto dei suoi abituali “chi ci dice che?” (il personaggio è quello).
      A spingere chiaramente in una certa direzione sono piuttosto gli intervistatori Maltese e Giannini. Ad esempio, alla domanda, forse retorica, di Veltroni sul perché le stragi iniziano e finiscono col governo Ciampi, è Maltese a dare la risposta, “Grasso dice perché era nata la nuova forza politica destinata a prendere in mano il paese e garantire gli interessi di sempre”. Assurdo, Grasso non ha mai detto questo, e lo si può controllare facilmente dall’intervista di qualche giorno prima. Poi arriva Giannini con le dichiarazioni di Ciampi a giocare di sponda: “E come Veltroni anche Ciampi aggiunge un dubbio: perché, a un certo punto, poco dopo la nascita del suo governo le stragi cominciano? E perché, a un certo punto, dopo gli eccidi di Falcone e Borsellino, le stragi finiscono? … E’ lo scenario ipotizzato dal procuratore Grasso: gli attentati servirono forse a preparare il terreno alla nascita di una nuova entità politica”. Assurdo, di nuovo. Poi, guarda caso, nello stesso articolo i dubbi di Ciampi Giannini sceglie di riassumerli liberamente, guardandosi bene dal riportare alcunché in virgolettato. Insomma, la scorrettezza di Repubblica che anche tu ricordavi.

  5. 03/06/2010 01:42

    Perché, c’è qualcuno di intelligente che può onestamente dubitare del fatto che Berlusconi, oltre che piduista, organizzazione dai comprovati rapporti con servizi deviati, stragisti e mafia, sia direttamente in strettissimi rapporti con la mafia?
    Lasciamo stare Mangano – chi non ha mai fatto accompagnare i figli a scuola da un pluriomicida – e le storie sui sequestri dei figli dallo stesso ordite; lasciamo stare Dell’Utri e il sospetto che Berlusconi abbia dei rapporti con lui. Lasciamo stare tutti gli altri e tutto il resto. Che è tanto e non va lasciato stare. Ma una persona intelligente e onesta, sapendo dei capitali mafiosi in questo paese, della necessità storica di riciclarli e qualcosina dei metodi adottati negli ultimi decenni, dell’origine dei capitali di Berlusconi, per quel poco che se ne sa – legale non dire chi gli ha “regalato” i soldi, questo non è reato in Italia e non c’è stato bisogno di lui per depenalizzarlo – può dubitarne onestamente?

    Non mi si risponda, lo scongiuro, che l’assenza di prove certe può condurre a gravi errori: qui non si tratta di angeli sulla testa di spilli, ma di variabili ignote come quelle di un’equazione di primo grado e prima liceo; non è come credere al possesso di armi di distruzione di massa perché lo dice il Presidente con ragionamenti degni di essere sposati da Giuliano Ferrara e sulla base di prove a cui non può credere, appunto, nessuna persona intelligente e onesta (ma dai) è come credere che gli Stati Uniti abbiano invaso l’Iraq per interessi geopolitici (dove s’intende per essi grossi interessi economici, sopra a tutto e in fondo), no?

    E allora cosa si dice in questo post? Che un personaggio pubblico non può essere onesto, se è intelligente?

  6. arsub permalink
    03/06/2010 15:32

    P.S. Le mie considerazioni di ieri erano basate strettamente sull’intervista che Grasso ha rilasciato a Repubblica il 7 maggio. Non avevo letto le dichiarazioni, di segno certamente diverso, che lo stesso Grasso ha rilasciato il 26 maggio in occasione di un convegno organizzato per commemorare la strage di via dei Georgofili a Firenze (sono quelle in parte riportate nello stesso articolo di Massimo Adinolfi). E’ un po’ una delusione, visto che come procuratore Grasso l’ho sempre apprezzato molto per il suo equilibrio e per la sua capacità di fare benissimo il suo lavoro.

  7. 30/08/2010 08:05

    Purtroppo si cerca sempre di creare un nuovo nemico da combattere sul quale aggregare. Ma non si pensa mai alle conseguenze e alla soluzione dei problemi veri.

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