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Il Comitato per l’imposizione della Virtù

27/05/2010
Al direttore – Com’era facile prevedere, il dibattito sulle intercettazioni sta rapidamente degenerando. Negli ultimi giorni, personalmente, mi sono trovato al centro di una campagnuccia denigratoria, partita da Internet e approdata ieri nientemeno che sul Corriere della Sera, semplicemente per aver scritto sul sito leftwing.it quello che a febbraio avevo scritto anche sul Foglio, e cioè che a mio giudizio la cattiveria e il cinismo non sono un motivo sufficiente per intercettare e pubblicare le private telefonate di due cittadini, come nel caso dei due imprenditori dell’Aquila che “ridevano del terremoto”. Di qui è partito il giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli, che sul suo blog ha tendenziosamente riassunto il senso dell’articolo, per additarmi alla collera popolare (con tanto di foto) sotto il titolo: “Wow: ai dalemiani piace il bavaglio”. Questo perché ho scritto che “Dal punto di vista etico e civile, la campagna in difesa delle intercettazioni e contro la cosiddetta legge-bavaglio si sta rivelando, soprattutto per gli argomenti adoperati da politici e giornalisti, persino più dannosa di qualsiasi soluzione sarà infine adottata”. Mi sembra proprio che quanto sta accadendo confermi pienamente la mia previsione. Leggi tutto…