Vai al contenuto

Più severi e più buoni

31/03/2010

Il centrosinistra ha vinto in sette regioni e perso in sei. In Piemonte, ha perso per diecimila voti. Alla lotteria dei rigori, si direbbe nel calcio. Ma si sa che alle elezioni, proprio come nel calcio, non esistono mezze vittorie: perdere dieci a zero o perdere ai rigori non cambia l’esito della partita. Nel calcio, in compenso, cambiano almeno le analisi del dopo-partita. In politica, dipende. Certo è che il Pd non veniva da una lunga serie di successi, e che fino a tre mesi fa qualunque dirigente avrebbe messo la firma sul 7-6. Ma buona parte dell’elettorato, probabilmente, no. E forse questo è oggi il problema principale.
Può darsi che il Pd sia rimasto vittima della sua stessa propaganda. Ma forse, soprattutto, della propaganda di quel vasto arcipelago di giornali, giornalisti, politici e cabarettisti che da anni contribuiscono non poco alle sue difficoltà: prima dipingendo l’Italia come un paese oppresso da una forma di dispotismo orientale, e poi, per spiegare il consenso che il tiranno continua raccogliere tra gli oppressi, ricorrendo alla più elementare delle giustificazioni: se Silvio Berlusconi prende nonostante tutto tanti voti, vuol dire che gli altri sono peggiori, o venduti, o comunque in combutta con lui. Leggi tutto…