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La mano invisibile del Corriere

23/11/2007

Se ieri avessi avuto il tempo di scrivere qui la mia opinione sul corsivo del Corriere della sera a proposito di intercettazioni – corsivo “di cui è facile sospettare la mano”, come dice Luca Sofri – ora sarei quasi certamente in galera. Oggi invece sono più rilassato. E poi mi aiuta il fatto che ne abbiano già parlato altri – Sofri e Orfini – per cui posso limitarmi a qualche considerazione a margine. Orfini la prende a ridere, ma lui ha sempre avuto un carattere molto migliore del mio (come già detto). Sofri dice, secondo me, due cose giuste e una sbagliata (quella sulla differenza tra queste intercettazioni e le altre, che c’è, ma per me non è dirimente).

Cominciamo dal Corriere, che a proposito dell’ultima infornata di intercettazioni sulla vicenda Rai-Mediaset, si domanda: dove sono ora quelli che (a sinistra) tuonavano contro lo scandalo della pubblicazione dei brogliacci, quando riguardavano loro? Ora che riguardano i loro avversari, li cavalcano eccome. E il garantismo? “Momentaneamente sospeso. Il solito vizietto”. Il solito vizietto del Corriere, dico io, che pompa in ogni modo pm d’assalto, verbali e brogliacci di ogni genere, per poi mettersi il cappello garantista e fare la morale alla sinistra giustizialista, per poi – ancora – cambiare cappello e inneggiare al grande lavacro purificatore, oggi contro la destra e domani contro la sinistra, prima gonfiando gli avversari dell’una e poi pompando gli avversari dell’altra, per poi – infine – fare la morale a tutti.

Ma soprattutto mi domando io: di chi parla la facilmente sospettabile mano? Ad aver tuonato più di tutti sullo scandalo Rai-Mediaset, a sinistra, è stato Walter Veltroni, che è il suo (della mano) beniamino, mica altri. E non era certo Veltroni quello che s’indignava più di tutti per la pubblicazione delle intercettazioni Unipol, a suo tempo. E ancora, a suo tempo, la maggior parte dei dirigenti della sinistra si facevano intervistare dal Corriere per dire quello che il Corriere diceva già da solo, e cioè che dalle intercettazioni Unipol emergeva uno scandalo scandalosissimissimo, altro che garantismo. Dunque, ripeto, con chi ce l’ha la facilmente sospettabile mano?

Personalmente, avendo strillato come un’aquila per la pubblicazione delle intercettazioni quando riguardavano politici di sinistra e vallette di destra, pii banchieri cattolici e un gran numero di altre persone meno pie, continuo a strillare come prima. E ancora una volta, nel merito di questo problema, sono d’accordissimo con Oscar Giannino (sfumature a parte). Non solo per questioni di principio, ma anche perché penso che da questo genere di spazzatura – tagliata, smontata e rimontata ad arte – sia semplicemente impossibile farsi un’idea minimamente attendibile dei fatti. Sono purissimo regolamento di conti e sistema di messaggistica mafiosa, una specie di google-talk delle diverse consorterie italiane, e nulla di più.

5 commenti leave one →
  1. 23/11/2007 16:53

    Naturalmente avrai anche letto le prime dieci righe di “Nausea catodica”, l’articolo di Polito oggi sul Foglio, vero?

  2. francesco cundari permalink
    23/11/2007 17:18

    Mi pare tutto (sfumature a parte) pienamente condivisibile

  3. 23/11/2007 18:42

    appunto, un problema di copie vendute: corsera rosica che repubblica è arrivata prima.

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