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Però non ditelo a Battista

03/12/2007

Non ho ancora letto la seconda enciclica di Benedetto XVI, anche se ovviamente per me vale – a prescindere – l’interpretazione che ne dà il mio filosofo di riferimento (i filosofi di riferimento, per chi non lo sapesse, servono per l’appunto a questo: a risparmiare tempo). C’è però un passo dell’enciclica che il mio filosofo di riferimento non tratta e che mi dà da pensare. Se non ho capito male quel pochissimo che ne ho letto sui giornali, mi sembra che il Papa abbia messo nello stesso mazzo, e condannato con un’unica sentenza, illuminismo e marxismo. Non mi pare sia nemmeno la prima volta, ma certo è (sarebbe) la più significativa. E così, a tanti anni dalla fine del comunismo e del Pci (e a qualche mese dalla fine persino dei Ds), mi viene da pensare che ci voleva Papa Ratzinger per rievocare, certo senza volerlo, quell’antico ritornello che ormai non si azzardava a ripetere più nemmeno Armando Cossutta, e cioè che il marxismo sarebbe il coerente sviluppo e il compimento dell’illuminismo, e i comunisti gli eredi di Voltaire. Ma sicuramente ho capito male io. E tutto questo, se dimostra qualcosa, dimostra solo che il Papa forse la fa un po’ troppo facile, con la modernità e con il materialismo. Anche perché, altrimenti, figurarsi se tanti illustri commentatori e intellettuali liberali, assai versati in simili polemiche, non gli facevano pelo e contropelo, dalle pagine del Corriere della sera, al Papa.

2 commenti leave one →
  1. 03/12/2007 18:37

    Se non rischiassi di sembrarti brusco, ti direi che sicuramente hai capito male tu (non del tutto, solo un po’, però un po’ sì).

  2. francesco cundari permalink
    04/12/2007 12:55

    E’ chiaramente un attacco di gelosia, in quanto filosofo non di riferimento, e quindi ti perdono

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