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Maledetta primavera

18/02/2008

Il giorno delle elezioni compirò trent’anni e penso che avrò pochissima voglia di festeggiare, ammesso che ne abbia mai avuta. L’ultima volta che ho avuto voglia di festeggiare qualcosa era il 1984, quando mio fratello disse: “Tranquilli, Tancredi è un paratore di rigori…”. E mi è passata subito. Questione di pochi minuti. Avevo sei anni ed era primavera anche allora, come sei anni fa, quando a dirigere il paese era Silvio Berlusconi, a dirigere l’Unità era Furio Colombo e a dirigere la sinistra erano come al solito i grandi giornali. Nanni Moretti dirigeva un immenso girotondo – soggetto e sceneggiatura del gruppo Espresso-Repubblica – che aveva circondato quello che allora era ancora il mio partito. Gridavano che i dirigenti dei Ds se ne dovevano andare, pur avendo appena vinto un regolare congresso, o forse proprio per quello (il segretario che aveva guidato il partito alle elezioni era scomparso, in circostanze misteriose, dalle parti del Campidoglio). “Con questi dirigenti non vinceremo mai”, urlava Moretti, accusando proprio Fassino e D’Alema di avere consegnato il paese a Berlusconi. La loro colpa, secondo la sua molto opinabile ricostruzione, era non avere voluto allearsi con Bertinotti e Di Pietro, preferendo piuttosto presentare l’Ulivo da solo (come dice il proverbio: la fissazione è peggio della malattia). Insomma, non era un periodo particolarmente felice, quello, per l’Italia e per la sinistra. E nemmeno per me, che ero pure disoccupato. Ma era primavera anche allora – sei anni fa quasi esatti – e anche allora non avevo nessuna voglia di festeggiare, quando squillò il telefonino e una voce che non avevo mai sentito prima mi disse: “Sono Antonio Polito. Ho sentito dire che ti prudono le mani”.

8 commenti leave one →
  1. Roberto permalink
    18/02/2008 16:07

    E come andò a finire, l’hai menato?

  2. Alek permalink
    18/02/2008 17:37

    Concordo sulla trisezza post notti di sogni, di coppe e di campioni & sul proverbio: la fissazione è peggio della malattia… Appunto :-)

  3. 18/02/2008 18:00

    Io penso che – a parte la novità Ferrara (anti-UDC, comunque) – l’oggi sia vecchio di almeno 10 anni, che la presunta modernità di Veltroni si riduca al suo fare D’Alema senza essere D’Alema 10 anni dopo, che quelle cose ha cercato di farle 10 anni prima, osteggiato per l’appunto da Prodi e Veltroni (i 2 flaccidi). Nello stesso tempo la fortuna di Veltroni è la forza di An, ossia la svolta a destra del PDL. Per il resto non tifo Roma, anche se ho più o meno la tua età.

  4. 18/02/2008 22:45

    Se becco tuo fratello…

    (certo se becco pure Bonetti…)

  5. quartieri permalink
    19/02/2008 11:04

    però: “quello che allora era ancora il mio partito.”

  6. 19/02/2008 15:28

    E’ la cifra tonda che mette impressione. Un classico.
    Coraggio, poi passa. Vedrai ai 35 che botta!

Trackbacks

  1. Cosa mi aspetto dal domani « Quadernino
  2. DestraLab » Eppure non dovrebbere esserlo

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