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La battaglia di Christian W. Rocca contro Cobolli Gigli

26/02/2008

Io mi diverto un casino a leggere ogni giorno il mio collega juventino Christian W. Rocca immalinconirsi per le sorti della sua squadra nelle mani di Cobolli Gigli (io, va da sé, sono una canaglia e lo aspettavo al varco, ma in un certo senso posso dire che lo capisco, e sono solidale).

5 commenti leave one →
  1. Roberto permalink
    26/02/2008 16:54

    Nessuno può abituarsi alle sofferenze se non sono un lascito della sua infanzia od almeno della giovinezza. Un giovane adulto juventino di oggi è cresciuto nella consapevolezza della sua superiorità, a prescindere dai risultati. Ci si poteva anche ridere su, aiutati dalle bollicine dello champagne del rappresentante Maifredi. Tanto passava e, fosse Boniperti o Moggi, la gerarchia sarebbe stata ristabilita.
    L’interista è diverso. Convinto da sempre di essere superiore in assenza di una qualsiasi conferma fattuale, la volta che vince etichetta il trionfo come lo scudetto degli onesti e non dei bravi, e così, in un colpo solo, dimentica il Moratti che vanamente inseguì l’uomo nero per anni (che sarebbe andato ovunque salvo che da lui) e che usufruì della congiunzione astrale di un vicepresidente – nel contempo – presidente della Telecom, e sminuisce la vittoria, riducendola da manifestazione di talento straordinario ad ordinaria riprova di una banale ed opinabile onestà. 100.000 telefonate di Moggi in pochi anni, a cani e porci, salvo che all’Inter.
    Il milanista nato nel 1962, cresciuto col Milan di Gianni Rivera (va in giro per il mondo ad insegnà a giocà a futbol), è passato dalle stelle alle stalle, da due Coppe dei Campioni a due retrocessioni, una delle quali sul campo, a pochi minuti dalla fine di un nefasto Milan-Genoa. Così, quando infine venne Silvio, senza la presunzione di una superiorità morale infranta dalla presidenza di Felice Colombo, potè accoglierlo con l’accondiscendente esperienza del mondo che lo rende sospettoso di qualsiasi autoproclamata eccellenza etica. E, maturo e disilluso, passò sopra ai suoi eccessi mediatici e si godette le sue 5 Champions Leagues in 20 anni, al ritmo di 1 ogni 4 anni.

  2. 27/02/2008 17:16

    Io mi diverto un casino a leggere entrambi, spesso non sono d’accordo con nessuno dei due, anche se quando parla di Juve Rocca per me è come il Vangelo, ossia un testo con molto, molto spirito critico.
    Putroppo, devo riconoscere che è vero anche molto di quello che scrive Roberto.

    PS: splendido il post su tuo nonno.

  3. lazmau permalink
    18/05/2008 16:55

    cobolli gigli sei un incapace, per favore vai via dalla juventus il più presto possibile, sei riuscito a far vincere due scudetti all’inter e non serve dire il perchè; tutti lo capiscono, noi tifosi della juve siamo stufi della dua inadeguatezza, ma si possono raccogliere delle firme per farlo rimuovere dal suo incarico?

  4. lazmau permalink
    18/05/2008 16:58

    Cobolli gigli ci hai rotto i cobolli!

Trackbacks

  1. DestraLab » C’era una volta

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