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L’incontentabile

21/04/2008

Paolo Mieli ha scritto ieri sul Corriere della sera un festoso editoriale per celebrare – appena concluse elezioni che hanno segnato una delle più drammatiche sconfitte nella storia della sinistra italiana – la “vera partenza”. Questa: “Adesso la sinistra centripeta ha davanti a sé due vie: la prima è quella di provare a fare con Casini quel che nell’estate del 1994 D’Alema fece con Buttiglione, cioè lusingarlo e attrarlo nella propria orbita; la seconda è quella di strutturarsi per occupare da sé il centro. Che dire? Della prima opzione non sapremmo, ma la seconda ci appare in prospettiva assai più redditizia. Ma le due insieme non sono facilmente combinabili perché come accadde nel ’94 la dimensione tattica prende sempre il sopravvento sul profilo strategico”.

Walter Veltroni, oggi, in conferenza stampa: “Partiamo da una grande forza, che se costruirà i rapporti con altre forze, e penso all’Udc, potrà far ripartire la sfida riformista” (titolo del sito di Repubblica: “Veltroni chiama l’Udc: “Insieme per l’opposizione“).

9 commenti leave one →
  1. 21/04/2008 22:22

    grande paolino.

  2. clara permalink
    23/04/2008 15:06

    anche molto moltp pretenzioso

  3. 23/04/2008 16:27

    e dunque?

  4. arsub permalink
    23/04/2008 17:04

    Credo che tutti i tuoi commenti pre- e post-elettorali, per quanto stimolanti possano essere (e senza dubbio lo sono), mancano secondo me di un presupposto, e cioè il fornire argomenti a sostegno della fermissima convinzione che con un’alleanza PD-SA-PSI le cose sarebbero andate in tutt’altro modo. Naturalmente in questi casi non esistono controprove, ma almeno speravo in una qualche labile indicazione di come, grazie alla scelta che tu avresti preferito, si sarebbe potuto generare un salutare “effetto coalizione”, di quelli, cioè, capaci di farci vincere le elezioni anche dopo due anni di semi-paralisi di governo. D’accordo che Prodi l’hanno fatto cadere pseudo-centristi che è meglio perdere che trovare, e d’accordo pure che la nascita del PD ha svolto una certa funzione destabilizzante, ma a tirare per due anni la corda in modo estenuante (peraltro senza ottenere nulla, come ricordava Andrea Masala nel suo ottimo articolo) mi pare siano stati proprio coloro con i quali tu avresti preferito che ci si alleasse di nuovo.
    In un paese fondamentalmente retrivo quale è quello in cui ci ritroviamo a vivere, io credo che in questa fase non ci fosse alcuna possibilità di vittoria (e nemmeno di una sconfitta di minori proporzioni, per quello che poteva servire). E’ vero, in due casi il centrodestra è stato battuto, ma nel 1996 è stato decisivo l’isolamento volontario della Lega e nel 2006, malgrado i cinque anni di (mal)governo Berlusconi e malgrado la santa alleanza che andava da Mastella a Caruso, si è arrivati ad un passo dalla sconfitta, ritrovandosi a governare pur avendo preso meno voti del centrodestra al Senato (e poi è accaduto quello che sappiamo).
    Insomma, io ai miracoli non credo, per cui in ogni caso meglio aver sperimentato una strada nuova (i vari errori fatti in campagna elettorale, nonché certe discutibilissime valutazioni del voto fatte da alcuni dei leader del PD naturalmente restano).

  5. francesco cundari permalink
    23/04/2008 21:42

    rispondo così

  6. arsub permalink
    23/04/2008 22:13

    Mah, il post di Gualtieri è certamente uno spunto interessante di discussione, senza alcun dubbio. Ma non vi trovo la risposta al problema che avevo posto, e cioè se esiste qualche buon motivo per ritenere che l’alleanza con la Sinistra Arcobaleno potesse portare a risultati significativamente diversi da quelli riportati da PD+IdV (lo so, è un ragionare sulle ipotesi, non c’è niente di verificabile, ma ho già provato a spiegare prima perché qui la cosa avrebbe la sua rilevanza).

  7. 23/04/2008 22:56

    arsub ti rispondo io, si lo so che non ho lo stesso spessore di Cundari, ma sai, a me Gualtieri fa cadere letteralmaente le lenti, specialmente se poi legge il risultato elettorale attraverso le lenti di un francese. Chi glielo spiega, al francese, che il pdl non è mai stato un partito strutturato ma, considerando forza italia, puramente televisivo basato sul one man show. Chi glielo spiega al francese che il PD è nato da soli 8 mesi, di cui gli ultimi 2 passati a fare la campagna elettorale. E sopratutto chi lo spiega la francese che mentre il PD ha fatto un milione di iscritti in un giorno il PSF è a 300.000 da anni. PD+IDV ottengono il 37,5 %. Va per la quale la storia che il PD abbia vampirizzato la SA. la SA perde 2.700.000 voti rispetto al 2006 – giustamente visto che al governo hanno fatto piangere – e secondo molti istituti solo 1.200.000, meno del 50 %, finisce al PD, che avanza di 160.000 rispetto al 2006. Quindi mancano 1.500.000 voti di SA, più del 50 %, che finiscono alla lega, PDL, IDV e astensionismo (le proporzioni fatele voi). IL PD pertanto compensa un milione di voti arrivati da SA con un milione di volti persi (il 3 %) anche questi verso Lega, PDL, UDC e astensionismo. Quindi il dato politico è che il PD perde un consenso moderato che compensa con la SA. Cundari sostiene che i voti della SA torneranno a casa nel 2006, ma Cundari applica una metodologia di analisi politica legata all’appartenenza ideologica, ed invece è proprio il partito più ideologico, Rifondazione, che perde nel 2008 milioni di voti.

    Proviamo invece a pensare una coalizione PD+IDV+SA+PSI o senza IDV, PD+SA+PSI e fermiamoci alla collocazione politica del PD. Un partito che si considera innovativo rispetto al passato e che ripropone esattamente la formula politica che ha fallito per la seconda volta al governo. Su quali macerie sarebbe dovuta nascere la nuova coalizione politica, su quali basi, le polemiche infinite ?, e su quali propspettive di governo ? E pensate che dall’altra parte di fornte alla nostra ennesima ammucchiata, udc e storace sarebbero andati per conto loro ? Se restano ammucchiati loro, perchè noi no, avrebbero giustamente pensato ? E quale sarebbe stato il risultato di una coalizione PD+SA*PSI, se comuqnue un 1.500.000 di voti SA sono andati nella direzione opposta alla sinistra ? se quel milione e due finiti al PD sarebbero rimasti alla SA, questa vrebbe raggiunto il 7 % + l’1% del PSI, ed il PD ? 33 % – il 4 % della SA fa 29, e solo un milione di voti centristi, delusi dal governo PRodi, avremmo perso ? Io dico di più, 1 milione e mezzo, quindi all’ 8 % avremmo dovuto sommare il 27,5 del Pd la cui somma fa 35 %, contro dall’altra parte un 47+5 udc + 3 storace+ altri voti in uscita dal PD, diciamo un 56-57 % , 20 punti di distacco, ed un partito come il PD già morto ancora prima di cominciare. Però ammetto che in questo caso Cundari avrebbe un buon motivo, per lui, per vedere finalmente Veltroni andare a casa. quel Veltroni, che secondo me, è il vero miracolo italiano, altro che Berlusconi, viste le condizioni date.

  8. arsub permalink
    25/04/2008 12:24

    Io addirittura arrivo a non attribuire nessun merito particolare a Veltroni, visto che secondo me non si poteva fare altro. Non a caso mi pare si sia trattato a tutti gli effetti di una separazione consensuale.

Trackbacks

  1. Non sarà facile ma sai « Quadernino

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