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Stringiamoci forte e vogliamoci tanto bene

20/05/2008

Dunque, ricapitoliamo. La sicurezza non è né di destra né di sinistra. La valorizzazione del merito e della competenza non è né di destra né di sinistra. Figuriamoci se può essere di destra o di sinistra la salute, la vita, il benessere dei cittadini. E il lavoro, allora? C’è forse qualcuno che vuole la disoccupazione? Sarà mica di destra o di sinistra, il lavoro. E la crescita. E lo sviluppo. Scherziamo? Vorremo mica dividerci sullo sviluppo, come la canzone di Gaber, la doccia è di sinistra e il bagno è di destra? Certo che no. Per me va benissimo: servono riforme condivise, bisogna unire e non dividere, dobbiamo pensare all’interesse del paese. Ottimo. Ma se le cose stanno così, per quanti sforzi faccia, continuo a non capire a cosa servano le elezioni.

11 commenti leave one →
  1. clara permalink
    21/05/2008 13:57

    semplice no!? così tutte le aspiranti-mara-carfagna come me possono esercitare la loro fantasia su quale tailleur indosseranno loro, dopo averle vinte sfacciatamente tanto le elezioni, per la foto di gruppo al Qurinale

  2. 21/05/2008 14:35

    Troppo facile: le elezioni dovrebbero servire a definire il significato di questi termini e ad indirizzare il metodo attraverso cui realizzare tale significato.

  3. 21/05/2008 15:09

    E la sicurezza dei cittadini europei in Italia è di destra o di sinistra?
    Sgomento.

  4. Roberto permalink
    21/05/2008 16:17

    Pare che nel Consiglio dei Ministri in corso si stia infatti riflettendo sulla possibilità, e forse anche sull’opportunità (per contenere i costi della politica) di abrogarle. Pare che Schultz il Kapò sia agitatissimo e che stia meditando di convocare il Parlamento europeo per discuterne. Voci bene informate bisbigliano che Veltroni gli abbia telefonato per suggerirgli di andarci piano, posto che il Partito Democratico non vuole sfruttare l’Europa per fare opposizione in Italia. Vittorio Agnoletto, nel frattempo, fa lo sciopero della fame: l’Agnoletto sacrificale

  5. numero 23 permalink
    23/05/2008 12:02

    ma la citazione nel titolo del post è di caressa?

  6. clara permalink
    23/05/2008 17:36

    comunque ci ho pensato bene. io il tailleur lo vorrei come quello della mercegaglia

  7. 23/05/2008 18:06

    e sempre comunque se tailleur deve essere, ci voglio la gonna al posto dei pantaloni, centinaia di euro buttati in reggicalze e autoreggenti e neanche la possibilità di far dare una sbirciatina quando accavalli le gambe è esiziale per ogni ego di femmina adulta

  8. rdc permalink
    24/05/2008 13:59

    siamo pronti alla morte:(

  9. 24/05/2008 14:19

    Ciao! Ti avverto subito che se avessi intenzione di andare sul mio sito – cosa che mi farebbe piacere… – non è aggiornato.. Bisogna che mi ci metta per bene a scrivere qlcs… Ti conosco solo dai giornali, faccio da anni attività politica prima nei DS ora PD. La tua domanda finale “A cosa servono le elezioni?” è arguta e azzeccata… Difficile trovare una risposta esauriente e non banale… MI viene in mente così, su 2 piedi, Joseph Schumpeter che diceva che sono i politici a FARSI SCEGLIERE e non i cittadini a SCEGLIERE da chi farsi governare.. Insomma, per lui la democrazia sarebbe un mero cambio a scadenza pre-definita del ceto (classe?) politico… In questi anni ho partecipato in giro per l’Italia ad alcune iniziative organizzate da colui che considero uno dei più praparati quadri del PD: Stefano Fassina. Purtroppo primo dei non eletti in Senato nella mia Liguria (eh sì, era uno dei paracdutati da…Roma) http://www.stefanofassina.it Lui ha organizzato iniziative di 3 giorni, dal 2005, chiamate “L’Italia ce la farà” a cui hanno preso parte accademici, ricercatori, personale direttamente impegnato in Politica http://www.litaliacelafara.it

  10. 25/05/2008 11:47

    Le elezioni?? Ma le elezioni non sono né di destra né di sinistra.

  11. gabriele permalink
    25/05/2008 17:22

    La maieutica è di centro, la vil maieuticazza è di sinistra, la maieutica boeziana è di destra; “servono le riforme condivise” – dice Kaspar Olifantelli Maieutikovic (è serbo): come dargli, Ugo Grozio belva, torto? Parimenti la sicurezza: io, al secolo John Fitzgerald Gandhi (non l’oppressore ricattatore dei poveri inglesi, non l’assassino di Gordon Brown, ma un discendente pacifico e tollerante), dichiaro che farò la festa di compleanno in un campo rom, alla faccia pullulenta di chi sostiene con piglio presuntuoso che “extra boezio nulla salus”.
    A che servono le elezioni, ti chiedo, o Gaspare di Littoria, ah no, eh ma weh ma cribbio neh, mi dimentico sempre che ora si chiama Latina. Vogliamo forse procedere analiticamente come quel maieuta dedito ai kipputz che fu Alfio Alicarnasseus? Orsù dunque, procediamo come lui: ma poi, o Buscè che scrivi i tuoi appunti sul Gino -Quadernino, non ti lamentare se hai un deficit di autoginodeflagrazione come Boezio ebbe un deficit nell’arte del furto (di qui l’imprecazione celeberrima ai più ed anche a quel gran cantante di swing che fu Rocco Buttiglione: BOEZIO LADRO!).
    Vorrei, o giovanotto, come disse Gian Battista (lago di) Vico (che ironia brutale, starai pensando, o amico: “sì, sei mejo te”, come diceva Simpliciano di Tubinga), dilungarmi maggiormente sulla questione. Ma non posso, non voglio e soprattutto non mi vorrei autoalfiodevastare il cranietto, a cui sono legato da un rapporto d’intima maieutica ormai più che decennale. Ma basta, Melantone zucchiniforme!, dilungarsi su tale questione bizantina: vorrei concludere questo mio intervento (il lavoro rende liberi e la maieutica attanaglia i cuori, secondo la lezione di Adolfo Hitlero Garbatellae) con la noia: sicchè, Alibrando Putres!, mi venne a noia Gianalfio Moscardelli Rumba Osè; mi venne a noia lo studio dell’opera di Cecchi Paone, “Scommettiamo che… sono bisessuale, ma ho imparato a rispettare i preti che non son stati dei fasulli come me che fanno i laici del c..zo, come mi disse con moderazione e garbo Vittorio K. Sgarbi”; mi venne a noia la retorica sulle elezioni in questo post presentata; mi venne a noia l’opera di Odifreddi, “Perchè sono un ateo bastardo, come disse Vittorio K. Sgarbi del succitato V. K. Sgarbi”; mi venne a noia questo commento che terminerei subito se non fosse un regalo di compleanno anticipato per T. M. G. Green Fields; mi venne a noia Patty Pravo e la sua canzone “Pensiero maieutico”; mi venne a noia “Il divo” e “Gomorra” (Andreotti è un benefattore, Saviano uno che getta discredito ignobile sull’Italia, il paese della pieizzia e del sole); mi venne a noia Michele Plastino il laziale ebreo (eh ma weh ma Boezio cagnolo: la curva d’ebrei non era la Sud?); mi venne la maieuticazza deflagrata, degenerata, scoreggiata, umiliata, autoalfiodistorta.
    A che servono le elezioni? A niente: difatti votai Socrate. Purtroppo non è stato eletto.

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