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Non tutto il male vien per nuocere

30/06/2008

Corsa solitaria e rapporto privilegiato con Berlusconi erano le due facce di un’unica linea politica: la linea del bipartitismo coatto. Dunque non si poteva che mantenerla o abbandonarla tutta intera. Avendo contestato quella linea sin dall’inizio, considero un bene che sia stata abbandonata. Ma penso anche che adesso il pericolo maggiore, per il Pd, sia la tentazione di cadere – diciamo pure di ricadere – nell’eccesso opposto. E siccome la vaccinazione va fatta per tempo, suggerisco subito di imparare a memoria le righe che seguono. 

Il mondo ha fame. Il carocibo rischia di azzerare i progressi degli ultimi sette anni in termini di sviluppo economico, condannando 100 milioni di persone alla povertà. Ma c’è chi, pur di continuare a coltivare il proprio orticello, prende a schiaffi il buonsenso. Chiede decrescita, anziché sviluppo. Afferma che invece di aumentare la produzione agricola, dobbiamo coltivare il pianeta a biologico. Teorizza che anziché modernizzare l’agricoltura africana, dobbiamo rallegrarci che continuino a coltivare semi a bassa resa, regalando gran parte del raccolto ai parassiti e rompendosi la schiena per estirpare manualmente le erbacce. Sostiene che invece di aprire il mercato dei paesi ricchi alle esportazioni dei paesi poveri, dovremmo mangiare solo prodotti locali. Sono i Carlo Petrini, le Vandana Shiva, i Serge Latouche. (continua)

P.S. Sullo stesso tema, per il contenuto ma soprattutto per il titolo, va letto senz’altro anche l’ottimo “Non si uccidono così neanche i cavalli” di Roberto Gualtieri.

5 commenti leave one →
  1. Peter Kien permalink
    30/06/2008 09:32

    Spiacente, gentile direttore,
    ma sul punto hanno più ragione i radicali che chiedono un rientro dolce della popolazione mondiale, non chi vuole aumentare a dismisura la produzione di un ettaro di terreno.

    Hochachtungsvoll

    P.S. poi si capisce che ci sia un certo amore per ItalianiEuropei…

  2. francesco cundari permalink
    30/06/2008 11:30

    sarà che non sono abbastanza postmoderno e postideologico, ma l’idea di “ridurre la popolazione mondiale” è una soluzione che continua a non suonarmi troppo rassicurante…

  3. Marco permalink
    30/06/2008 19:15

    Tempo fa, durante un brainstroming sullo sviluppo sostenibile (sic!), dei miei colleghi avanzarono l’ipotesi che le multinazionali dovrebbero ridurre volontariamente i profitti e diminuire i dividendi degli azionisti. Per amor di polemica, chiesi perché invece dei dividendi non avessero proposto di diminuire gli stipendi dei dipendenti per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, non ottenendo alcuna risposta. Quindi, OK a ridurre la popolazione mondiale: qualche volontario ad essere ridotto?

  4. P.K. permalink
    30/06/2008 21:07

    Marco, basta lasciar crepare i vecchi e non riprodursi allo stesso ritmo.

    Si possono avere politiche di sviluppo sostenibili senza adottare i metodi cinesi.
    Non c’è bisogno dei volontari.

  5. 09/07/2008 22:50

    “Rientro dolce” non significa ovviamente ridurre chi già c’è. Dunque non occorre nessuna ricerca di volontari da ridurre.

    Significa semplicemente favorire, nel rispetto della libertà, il calo delle nascite: dunque informazione sessuale, contraccezione, diritti delle donne, sensibilizzazione sui vantaggi della bassa natalità ecc… Tra l’altro queste cose porterebbero anche a una riduzione degli aborti.

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