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In carcere, Radovan Karadzic mangia solo noccioline e uvetta

28/07/2008

L’idem sentire: si dice che ne abbiamo bisogno, per fortificare le nostre comunità minacciate. Prima però di somministrarne nuove, massicce dosi alle inferme democrazie occidentali, pensiamoci a lungo: a ben vedere, è quello il basso continuo della vita di Radovan Karadzic. Cosa ha fatto in effetti, Radovan Karadzic, che di identità e comunità si intendeva, e ci teneva a tal punto da consentire l’espulsione o l’omicidio del diverso, perché tutti, nella sua regione, sentissero come lui – cosa ha fatto, dismessi i panni del Presidente e indossati quelli del dottor Dabic, se non cercare tra le anime dell’ex-Jugoslavia quelle che più avevano bisogno di consentire ancora con lui, di sentire ancora con lui, in una più forte comunione spirituale, il salutare effetto dell’idroterapia o la benefica azione della cromoterapia?

A proposito di identità, pulizia etnica e macrobiotica, qui il resto dell’articolo di Massimo Adinolfi sulla doppia vita di Radovan Karadzic – lettura caldamente consigliata agli appassionati di radici, valori e crisi dell’occidente (non per nulla, dovendo scegliersi un nome di copertura, Karadzic scelse questo).

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  1. 01/08/2008 13:06

    e che è una scimmia!

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