Skip to content

La fine del bertinottismo e degli “arcobaleni”

01/08/2008

(…) A Bertinotti vanno infatti ascritte altre scelte che hanno avuto un ruolo non meno determinante per il catastrofico risultato delle elezioni del 2008: dalla scelta per una postazione prestigiosa e visibile come la Presidenza della Camera invece che per un ministero di maggior peso, all’annunciata “separazione consensuale” dal Pd (del tutto speculare e contestuale alla decisione di Veltroni di “correre da soli”), che ha contribuito non poco alla caduta del governo e ha aperto la strada alla campagna sul “voto utile”, privando l’intero progetto della Sinistra arcobaleno di ogni credibile prospettiva politica. La sconfitta congressuale dei bertinottiani dipende dunque non solo e non tanto dalla partecipazione in quanto tale al governo Prodi, quanto soprattutto dal giudizio negativo degli iscritti sull’incapacità di Rifondazione comunista e del suo leader di condizionare maggiormente le scelte e la politica dell’esecutivo e sul modo con cui ne ha gestito la crisi: dall’essere stata cioè Rifondazione allo stesso tempo troppo dentro (sul piano simbolico) e troppo fuori (su quello dei risultati concreti) dalle stanze del potere.

Come al solito, la migliore analisi sul congresso di Rifondazione – sulla fine cioè di quel “confuso impasto di radicalismi postmoderni rivolti prevalentemente a segmenti del cosiddetto ‘ceto medio riflessivo’ che hanno prosperato nel quindicennio della Seconda Repubblica” – l’ha fatta lui.

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...