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Poi dicono che nel Pd non vogliono fare largo ai giovani

18/11/2008

Io sono una persona educata e paziente. Tanto paziente che la prima volta non avevo neanche risposto, quando avevo letto questo singolare esempio di retroscenismo politico fai-da-te interamente dedicato a Left Wing e a me (che vi prego di leggere tutto, per capire quanto io sia paziente, e soprattutto educato). Ma Francesco Costa, questo instancabile segugio della rete, insiste nel segnalare il suo personale scoop, sia pure in un post di altro tenore (stavolta si dà all’analisi politica). E dunque. Nel primo post, a proposito di Left Wing, scriveva: “La cosa ridicola è che tutti questi qui, capeggiati dal loro leader spirituale prima che politico, alle primarie del 14 Ottobre hanno chiuso il loro bel giornalino e si sono schierati tutti sotto l’ombrello rassicurante di W., ché se fossero andati con le loro gambe sai che sberle” (questo sarebbe lo scoop). La faccio breve: se solo Costa fosse andato sul sito di cui parla, ci avrebbe trovato una scritta che avrebbe dovuto insospettirlo: “archivio”. Bastava cliccarci sopra, per scoprire che non solo Left Wing non ha chiuso “alle primarie del 14 ottobre”, ma per l’occasione, semmai, ha riaperto. Per la precisione, a partire dal 27 luglio 2007. Sul fatto che il 27 luglio venga prima del 14 ottobre e che aprire sia il contrario di chiudere non mi diffondo ulteriormente, nella speranza che nel gruppo dei giovani “mille” di cui il segugio fa parte ci sia qualcuno in grado di spiegarglielo (ma questa è quasi una certezza, considerato che a sentire Marco Simoni la loro principale occupazione consiste nel “farsi il culo nella comprensione intellettuale delle cose” – buon lavoro). Quanto al fatto che noi che scriviamo su Left Wing avremmo chiuso il sito perché dalemiani, e siccome D’Alema si era schierato per Veltroni segretario allora pure noi dovevamo farlo, e quindi abbiamo “chiuso per la vergogna” (questa sarebbe l’analisi politica), e quanto a tutte le altre cose che dice, peraltro con un certo sprezzo del principio di non-contraddizione, la faccio ancora più breve: l’unica cosa giusta è che D’Alema si era schierato per Veltroni. Resta il fatto, però, che io ho continuato a criticarlo – su Left Wing come sul Foglio, come sul blog, come ovunque mi è capitato di scrivere – ogni volta in cui non mi sono trovato d’accordo con le sue scelte, cioè molto spesso. Prima durante e dopo le primarie, prima durante e dopo le elezioni. Naturalmente non ho tempo né voglia di rileggermi tutto quello che ho scritto – e se non ce l’ho io, immagino voi – ma tanto questo blog quanto Left Wing sono lì e chiunque abbia voglia di farlo può accomodarsi. In compenso, già che c’ero, ho riletto quello che scrivevo il 12 aprile, alla vigilia del voto, e posso dire senza tema di smentita che sono ancora pienamente d’accordo con me stesso.

17 commenti leave one →
  1. 19/11/2008 11:55

    Uh, un altro flame alle porte. Qualcuno avvisi la soncini.

    ps Francesco, se ne faccia una ragione: il suo blog in questi ultimi tempi assomiglia a una sezione ai tempi della Cosa.

  2. 19/11/2008 12:33

    il 27 luglio viene prima del 14 ottobre, MA ANCHE dopo

  3. 19/11/2008 13:19

    Francesco, non era necessaria questa sbrodolata livorosa per farmi venire qui a spiegarti e ripetere l’ovvio, e cioè che nonostante tutte le cose che non ti piacciono di Veltroni, non mi risulta tu abbia sostenuto Bindi, Letta, Adinolfi o Gawronski a quelle famose primarie (però mi spulcio l’archivio, hai visto mai). E che tutta quell’area politico-culturale – vogliamo chiamarla così? – attorno alle idee e alla persona di Massimo D’Alema durante quelle famose primarie (che ovviamente non vuol dire durante la giornata del 14 ottobre, bensì durante la fase di selezione della leadership, da quando si inizia a parlare della candidatura Veltroni fino al 14 ottobre) si sia allineata e coperta, portando a più miti consigli chi voleva sfidare Veltroni (Bersani, Finocchiaro) per poi rispuntare fuori a investitura avvenuta per ricominciare a dire quanto non si è d’accordo con Veltroni e quanto non ci piace. Lo disse il Corriere della Sera, poi, prima che il sottoscritto, che la chiusura di Leftwing fu dovuta alla necessità di non creare imbarazzi a un Veltroni la cui candidatura alla leadership del Pd era un fatto certo ben prima del 27 aprile. Il che è tutto legittimo, ovviamente. Basterebbe non farsi venire un travaso di bile quando qualcuno te lo fa notare. Ciao.

  4. quartieri permalink
    19/11/2008 13:45

    Costa, è vero, confermo le parole di Quadernino su D’alema. Quadernino ha criticato ripetutamente D’alema in lungo e largo, facendogli le pulci per ogni singola dichiarazione, facendo venire il sospetto, ai lettori, che ci fosse quasi una questione personale tra i due. Quando poi, alcuni mesi fa, D’alema ha dichiarato a Radio 3 che il PD il 14 aprile ha preso il 34 %, e non il 33,1 % come il Ministero dell’interno riporta, apriti cielo ! E’ venuto giù un diluvio di post ed articoli su Leftwing contro D’alema. Rassegnati Costa, Quadernino non ne fa passare una a D’alema, Veltroni dovrebbe ringraziarlo ( e questa non è una battuta).

  5. francesco cundari permalink
    19/11/2008 14:10

    Per francesco – Non è questione di bile, ma di comprensione del testo: tu scrivi che left wing avrebbe chiuso quando D’Alema ha deciso di sostenere Veltroni alle primarie, per non creargli imbarazzi, che era appunto la tesi sostenuta dall’articolo del corriere. Il punto, che evidentemente non mi riesce di farti capire, è che quella tesi è stata smentita dal semplice fatto che in piena campagna per le primarie, a luglio, left wing ha riaperto – tre mesi prima, non il giorno stesso, ci siamo fin qui? – e io stesso, su left wing come altrove, ho criticato Veltroni esattamente come prima, ogni volta in cui non mi sono trovato d’accordo con lui, sia prima sia dopo le primarie. Non mi pare una cosa difficile da capire, l’archivio sta lì, con le date e tutto il resto. Devo farti l’elenco dei link? Un disegnino? Un bignami? Quanto al livore, ti invito con il massimo garbo a rileggere i tuoi roboanti post dedicati alla questione, e poi ne riparliamo. Ah, dimenticavo: su left wing, in uno degli ultimi numeri della vecchia versione, facevamo esattamente il contrario di quello che dici tu, invitando la finocchiaro a candidarsi.

    Per francesco e quartieri: Non ho mai sostenuto né Veltroni né nessun altro candidato alle primarie, contestando proprio quelle primarie a candidato (di fatto) unico, a cui non ho partecipato. e per questo ho criticato d’alema, fassino e tutti gli altri (e non mi sono mai iscritto al pd). Praticamente in tutti gli articoli che ho scritto in quel periodo ce n’è ampia traccia, ora non ho troppo tempo per fare ricerche ma voi accomodatevi pure, sono tutti qui (e su left wing). Nel frattempo, visto che per voi vale solo la parola del corriere, e per rispondere a quartieri, mi limito a citare un articolo del corriere della sera dal titolo “Valori e Partito democratico, Left Wing boccia D’Alema”. Buona ricerca.

  6. Anonimo permalink
    19/11/2008 15:00

    “sbrodolata livorosa” è molto bello. buoi. asini.
    comunque voialtri siete brutta gente. mi tirate fuori cose come l’aneddoto sul tovagliolo “scalphy for america”, mi fate credere siano vostre esagerazioni, e io fino a oggi non avevo compreso la grandezza del soggetto, uno di cui appena ho un paio di giorni mi vado a recuperare tutto l’archivio, uno che potrebbe sostituire adinolfi come oggetto di schadenblogging nei pomeriggi di pioggia.
    ciò detto, whatever “dalemiano” means, il compagno cundari non ne è sinonimo, intransigente com’è. i dalemiani, quelli sostenevano letta, me ne sono accorta persino io, che non è che fossi esattamente appassionata alla questione (ed è a quel punto che mi è venuto il sospetto che la definizione di dalemiano, sul vocabolario, sia “completamente privo di senso del ridicolo.”)
    ah, mi piace moltissimo anche la stigmatizzazione dell’«elogio della lucidità strategica di mister “se-perdiamo-le-regionali-mi-dimetto”», contrapposto all’affettuoso buffetto a colui che «pur di non rischiare di schiodarsi da dove si trova e pur di “non spaccare il partito”, cambia drasticamente linea»
    forse quando continuo a difendere madonna ciccone faccio lo stesso effetto. cioè, a questi qui gli ricordi che il loro leader ha preso meno voti della macchina da guerra di achille occhetto (seguite il labiale: achille occhetto), che ha portato i ds al minimo storico, che come sindaco di roma lasciamo perdere che è meglio, e loro niente: ti dicono che sei una brutta persona, meschina e pretestuosa, che i sindaci mica si giudicano dalle buche e dai trasporti (ovvio, no? un po’ come i candidati a presidente del consiglio non si giudicano dalle alleanze, dalle candidature, e dalle vittorie elettorali)
    cioè, voglio dire: forse avevano il poster di valter in cameretta.
    forse quando io cantavo papa don’t preach loro leggevano le sue (di vv, non di mc – la quale almeno avrebbe avuto il vantaggio di saper l’inglese) raccolte di frasi bobkennediane.
    non c’è altra spiegazione, solo un’adolescenza coi poster sbagliati, se un adulto oltretutto uso a farsi il culo nella comprensione delle cose intellettuali (whatever) finge di credere al corriere, dai.

  7. 19/11/2008 15:01

    (ero io l’anonima. è impazzito il computer, probabilmente schiacciato dal peso intellettuale di tutti e quattro i mille.)

  8. quartieri permalink
    19/11/2008 16:21

    Sonc Anonima lasciala stare la politica, occupati di desperate housewives. Io sono stato candidato con Letta, e non ho ricevuto alcun bel sostegno dai dalemiani. Se poi intendi dire che sottotraccia i dalemiani si candidavano con Veltroni e sottotraccia gli facevano la guerra sostenendo altri, allora posso dirti che l’acqua calda è da un bel po’ che c’è, caso mai non te ne fossi accorta, perchè questo modo di operare è l’identità stessa dei dalemiani.

    Occupati di Ciccone, papa don’t preach, foruncoli adolescianziali ed altri pensieri laterali. Solo così puoi restare a galla: la politica è una cosa da uomini. questa frase attaccala nella tua cameretta.

    p.s. Veltroni dopo 100 anni dai tempi di Nathan ha dato il primo vero PRG a Roma. PRG non sta per Poor Red Girl.

  9. 19/11/2008 16:33

    la corrente tacitucheseifemmina s’ingrossa. povera picierno, resterà sola. io sono persino andata a un aperitivo preelettorale, per un dalemiano candidato in sailcazzo quale lista per letta, ed era pieno di dalemiani, e lo sappiamo entrambi (cioè, io non so chi tu sia, ma se appunto lo so io che mi occupo solo di cose frivole – abbastanza da conoscere lo spelling di “adolescenziali”, persino – lo sai pure tu, suvvia)

  10. 19/11/2008 16:39

    (ah, e comunque è Poor Rich Girl: se si citano fonti serie tipo Tatler, citarle bene – mica stiam parlando delle pagine politiche del Corriere, cribbio)

  11. 19/11/2008 19:15

    La famosa unità della sinistra…

  12. 19/11/2008 20:46

    chi, come me, aveva capito che il post 7 era di guia alla seconda riga (molto prima del suo outing nel post 8) metta un dito qui sotto!
    soncini i’m proud of you

  13. Novantadue-minuti-di-applausi permalink
    19/11/2008 21:34

    Ma fra uno sforzo di comprensione intellettuale delle cose e una sessione di schadenblogging, qualcuno potrebbe perdere trentadue secondi a dirmi una sola ragione (anche cattiva, volendo) per cui uno dovrebbe leggere il Foglio?

  14. 19/11/2008 22:44

    Volete forse dirmi che la riapertura di Leftwing non fu un miracolo di Veltroni? E dire che per un anno era stato l’unico risultato positivo che mi sentivo di riconoscergli.

  15. John Doe permalink
    20/11/2008 01:34

    Bene, ho fatto un po’ fatica ma ho letto tutto e, dal tenore dei commenti, mi sento sollevato. Come spesso accade la discussione prometteva, ma come quasi sempre accade non ha mantenuto. Vabbè, se non altro non ci si è fatti il culo nella comprensione intellettuale delle cose.
    Cundari, ricordati che il blog è tuo, hai delle responsabilità di gestione. Chiudi sto topic ;-)

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