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Citizen Soru

11/12/2008

Roma. Mentre gli amministratori locali del Pd, dall’Abruzzo alla Campania, passando per Genova, Perugia e Firenze, se non finiscono in manette finiscono a incatenarsi davanti alla sede di Espresso e Repubblica; mentre Walter Veltroni e Massimo D’Alema devono fare prima un comunicato congiunto contro la campagna sulla “questione morale”, per poi stilare, sempre uniti, un altro comunicato contro il Corriere della Sera, reo di avere titolato: “‘La questione morale non c’è’, Veltroni e D’Alema all’attacco”, perché ovviamente non hanno mai detto che la questione morale non ci sia (lasciando dunque impunita la parte che li dipinge “all’attacco”, quando è evidente che faticano a uscire dalla loro area di rigore); mentre il segretario dice ad Antonio Bassolino che si deve dimettere e questi gli risponde che non ci pensa nemmeno; mentre lo stesso segretario dice ai quattro candidati alle primarie di Firenze che si devono ritirare, perché bisogna fare primarie di coalizione, e i quattro gli rispondono che non ci pensano neanche; in tutta questa complicata geografia democratica, sferzata dalla questione morale, dalla questione primarie e da infinite questioni secondarie, esiste tuttavia un’isola felice: la Sardegna di Renato Soru. Il fondatore di Tiscali (società in cui è socio di Carlo De Benedetti, editore di Espresso e Repubblica), nonché editore dell’Unità, nonché presidente della Sardegna, appare infatti in questi giorni come l’unico in grado di risollevare le sorti del Pd. Anche Soru ha avuto i suoi problemi, naturalmente, tanto che è ancora dimissionario (Veltroni gli ha già chiesto di ripensarci). Le primarie del 2007 per la segreteria del Pd sardo, per dire, Soru le aveva perse, ma essendo presidente della regione, a dimettersi è stato il vincitore. Due settimane fa, però, un pezzo del suo partito ha votato contro un suo emendamento al piano paesaggistico e Soru si è dimesso, minacciando il voto anticipato su giornali e tv, da dove ha accusato i suoi oppositori interni di essere amici dei “palazzinari”. Ai pochi giornalisti che li hanno interpellati, gli oppositori hanno replicato di aver chiesto solo di applicare la nuova legge urbanistica. E la nuova legge prevede la consultazione dei comuni interessati. Ma i comuni, dicono i sostenitori di Soru, non hanno un centesimo e sono dunque permeabili alle richieste dei costruttori. Fatto sta che nel generale discredito in cui gli amministratori del Pd sembrano caduti, la stella di Soru, paladino dell’ambiente e della società civile contro i partiti corrotti (compreso il suo) brilla sempre di più. L’ex segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, lo accosta a Nichi Vendola come esempio di “una sinistra che riparte dai territori”. Su Internet già lo acclamano leader nazionale. “La politica come servizio, il rispetto delle regole e degli impegni presi, la sinistra come la descriveva Foa: pensare di più agli altri e di più al domani”, scrive ad esempio l’ex candidato alle primarie Ivan Scalfarotto. Nel frattempo, mentre il Riformista ricorda che il tanto invocato codice etico del Pd impegna a “non candidare, a ogni tipo di elezione… i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore dell’informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini”, l’Unità rende noto che “il Cda ha cooptato Emanuele Soru e nominato presidente e amministratore delegato Antonio Saracino”. Renato Soru è dunque mero proprietario dell’Unità. Come Silvio Berlusconi di Mediaset? Come Berlusconi. (il Foglio, 11 dicembre 2008)

3 commenti leave one →
  1. 11/12/2008 13:18

    Speriamo che alle regionali 2009 non sussurri “Rosebud”.

Trackbacks

  1. DestraLab » Su Internet già lo acclamano leader nazionale
  2. DestraLab » Dopo che

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