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Che sarà anche raramente pura, ma a volte è semplice

23/01/2009

Finalmente, la verità:

Villari era stato eletto democraticamente da un organismo parlamentare. Un evento regolato dalla legge, a cui la legge e lo spirito democratico chiedono che si obbedisca: e non si può opporre a questi due termini una “tradizione” disattesa, come se questa dovesse avere maggior forza.

E invece, da mesi, questo dicono tanti autorevoli dirigenti del Pd e tutti i giornali di centrosinistra, colmi d’indignazione. Per poi, tutti insieme appassionatamente, tornare ad accusare i partiti di “occupare le istituzioni”.

4 commenti leave one →
  1. 23/01/2009 13:25

    Premesso che concordo nella sostanza, ho un solo dubbio.
    Come ci si deve comportare se più della metà dei membri di una commissione parlamentare (o di qualunque consesso) rassegna le dimissioni?

    Perchè se è vero che siamo di fronte ad un pericoloso precedente, è anche vero che sarebbe altrettanto pericoloso il precedente di una assemblea dove si dimettono più della metà dei membri che non viene sciolta solo perchè si da un giudizio sul “valore” di quelle dimissioni.

  2. 23/01/2009 13:51

    Ho lo stesso dubbio di Champ, ma con una maggiore prevalenza sul fatto che, essendo una porcheria (perdipiù dichiarata), andrebbe sanzionata. Il punto è: chi la sanziona? Non i gruppi ai quali appartengono, e tantomeno i partiti, che sono promotori della cosa. Allora i presidenti delle camere? Peggio, hanno promosso e sponsorizzano l’iniziativa.

    Il capo dello stato? Mah, come tutti i presidenti ha il dovere di intervenire (in materia costituzionale) ma anche il diritto di stare zitto. A occhio approfitterà del secondo.

    E allora chi, la corte costituzionale, posto che l’eroico Villari arrivi fino a lei? Il fatto è che qui, partendo da una cosa di rara irrilevanza (non mi si dica che l’esistenza stessa della commissione sia utile alla rai e agli italiani), si è fatto saltare tutto. Passi che lo faccia la maggioranza, che si è tolta una soddisfazione ma……e i campioni della legalità?

    L’unica sanzione è nelle urne, ma pensate davvero che qualcuno se ne ricorderà al momento del voto? Io no

  3. Roberto permalink
    23/01/2009 15:10

    Credo che il ragionamento miri a contestare proprio la legittimità ed opportunità delle dimissioni, più che dello scioglimento che ne è derivato. Quanto poi alla “tradizione”, come sottolineato stamane da Massimo Bordin durante la rassegna stampa di Radio Radicale, avrà sì e no 14 anni: nel 1994 fu designato Marco Taradash, eletto nelle liste di FI (se non erro, della maggioranza, comunque) e nessuno menò scandalo.

Trackbacks

  1. DestraLab » Autocritica

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