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Terremoti

07/04/2009

Passata la fase di emergenza in Abruzzo, credo che bisognerà riflettere con calma su una serie di riflessi condizionati che le grandi tragedie mettono in luce all’improvviso, ma che sono sempre lì: una concezione fideistica, acritica e sostanzialmente antiscientifica della scienza; la convinzione che tutto sia ormai perfettamente comprensibile, ma soprattutto misurabile e prevedibile esattamente; l’idea di un diritto a una sorta di “sicurezza totale” che sarebbe pertanto facilmente raggiungibile, se solo la cattiva politica, la corruzione, il cinismo, l’avidità e tutte le bassezze dell’animo umano non ci si mettessero di mezzo; la smodata, inarrestabile e del tutto irrazionale estensione del “principio di precauzione”, che di tutta questa catena costituisce l’ultimo anello. Ma proprio in casi come questi, in cui di precauzione ci sarebbe sommo bisogno anche solo nel parlarne, pure il principio di precauzione andrebbe usato con precauzione (come diceva il filosofo). Dunque si facciano tutte le ricerche e le indagini del caso, si accerti ogni responsabilità, si seguano d’ora in avanti tutte le norme antisismiche opportune e lo si faccia con il massimo rigore – ma lo si faccia, per l’appunto, quando tutto questo è effettivamente opportuno e necessario, nei limiti dell’umanamente possibile e prevedibile. Consapevoli del fatto che quei limiti la scienza – e  anche la politica – li sposterà sempre più in avanti, ma non potrà mai eliminarli. Tanto meno potranno eliminarli i giornalisti, i quali sarebbero in compenso di grande aiuto nell’eliminare gli sciacalli.

4 commenti leave one →
  1. luigi permalink
    07/04/2009 16:33

    Hai ragione: non può esistere un diritto alla sicurezza totale, non ci si può sempre appellare al principio di precauzione ogni volta si verifica una sciagura.Anche io non sopporto chi va dicendo in questi momenti”io l’avevo detto”, “la politica non ha mai fatto niente di buono”, “i costruttori sono ladri schifosi”.Però una demagogica, populistica incazzatura la consentirai visto che, oltre ai borghi medioevali, sono cascati anche l’ospedale costruito 9 anni fa e la casa dello studente.Se neppure le nuove costruzioni rispettano le norme antisismiche, non ci abitueremo mai ai terremoti come si sono abituati altri paesi.

  2. 09/04/2009 16:27

    Abbiamo, come in molti altri campi, la legislazione più cazzuta del mondo, più dei famigerati giappone e california. Il problema è che, quando costruiamo le case per noi, dove mettere i nostri figli, non la rispettiamo.
    A questo aggiungi che nessuno controlla. Ho un amico che ha rifatto un tetto e, dopo aver finito la gettata e per mettere le tegole, ha aspettato giorni interi l’ispettore del genio civile (o che cos’è, non sono sicuro) che doveva controllare proprio l’antisismicità della struttura.
    Alla fine, non vedendolo rispettare gli appuntamenti, ha messo le tegole e, con calma, ha spedito un geometra a farsi firmare la perizia :-)

    Ma se le cose stanno così con le nostre case e i nostri figli, perchè quando ci eleggono assessori, deputati o ministri dovremmo fare diversamente con le scuole o gli ospedali?
    La mia spiegazione è questa, succede non per cattiveria e neanche per avidità, ma solo perchè siamo stupidi e non capiamo la differenza tra giusto e sbagliato, tra bene e male.

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  1. DestraLab » Mezza giornata
  2. A proposito di quanto si diceva qua sotto « Quadernino

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