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Berlusconi al contrattacco

02/06/2009

Roma. Da giorni Silvio Berlusconi s’interroga su come rispondere a quella che considera, se non una congiura, certamente una campagna preordinata e organizzata a dovere, che nel “caso Letizia” ha trovato semplicemente il terreno più propizio. Dopo una prima apparizione a “Porta a Porta”, inizialmente, il Cav. aveva preferito tacere, per non alimentare la campagna. Il caso, però, non si è sgonfiato. Ed è finito sui giornali del mondo (ieri è stata la volta del Times, con un titolo durissimo: “Cade la maschera del clown”). “Le solite cose dei giornali, che in Italia non contano niente”, ha commentato Umberto Bossi, parlando di propaganda della sinistra, “inventata e pompata ad arte”. Dinanzi al moltiplicarsi delle critiche, però, il premier ha cambiato strategia. Prima rispondendo a una precisa domanda su suoi eventuali rapporti con minorenni – e avendo già risposto, ha spiegato ieri, non pensa di dover riferire in Parlamento, come vorrebbe invece l’opposizione – quindi rovesciando proprio sul Pd la responsabilità di un simile degrado della vita poltica. Da sempre convinto che in politica, come nel calcio, la miglior difesa sia l’attacco, per prima cosa il Cav. intende dunque riportare il pallone nell’altra metà del campo. E se il pallone dall’altra parte proprio non si riesce a mandarcelo, non resta che cambiare campo, rovesciare le parti. “La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000”, dice Berlusconi in un’intervista radiofonica a Barbara Palombelli. Indignato dall’uso che l’opposizione avrebbe fatto di ogni pettegolezzo, insinuazione, falsità, il premier risponde così alla sfida sui valori lanciata dal Pd. E lo fa, appunto, rovesciando le parti. Lui impegnato a evitare una “nuova guerra fredda” tra Stati Uniti e Russia, e proprio grazie a quella diplomazia dei rapporti personali che la sinistra cercherebbe di denigrare; lui che allo stesso modo risolve l’impasse sul nuovo vertice Nato, lui che presto vedrà Barack Obama per parlare di nuove regole per la finanza mondiale; e dall’altra parte, invece, la sinistra di Novella 2000, i politici che si occupano – loro sì – soltanto di veline. “Credo proprio si sia toccato il fondo… vorrei non parlare di queste cose, faccio il presidente del Consiglio”, ripete. Convinto che in ogni caso “la campagna di invidia e odio sarà un boomerang per la sinistra”. Questa almeno è la sua scommessa. (il Foglio, 2 giugno 2009)

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