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Il governo dei tecnici

01/01/2010

L’ultimo giorno del 2009 per me è cominciato con i bancomat attorno a casa mia che si rifiutavano di darmi i miei soldi sostenendo che la carta fosse irregolare, con l’edicolante che mi ha fatto credito di 80 centesimi e in compenso mi ha terrorizzato con ipotesi di clonazione, truffa e cospirazione internazionale ai miei danni, invitandomi a fare subito una denuncia “a scopo cautelativo” per non perdere ogni diritto al risarcimento, e con il funzionario della questura che doveva essere appena uscito da un corso di aggiornamento su come trattare i bambini di sei anni che vogliano denunciare il compagno di banco per furto di merendina e ha colto l’occasione della mia inaspettata venuta per impartirmi una lunga lezione di diritto penale, civile, amministrativo e della navigazione, incentrata sul concetto che se un reato non è stato consumato non lo si può denunciare, che vi sono reati per cui si procede d’ufficio e altri per cui si procede a querela di parte, che la strage fa parte del primo tipo e il furto del secondo, ma in ogni caso se vieni derubato lo stato non pretende che tu lo avverta prima. La mattinata si è conclusa con la lieta scoperta che la mia tessera era semplicemente in scadenza, e comunque il bancomat della mia banca (l’unico che in effetti non avevo ancora provato) mi ha molto gentilmente ridato i miei soldi. Appena tornato a casa, però, ho scoperto anche che le lavatrici hanno un pessimo carattere e non tollerano che le si interrompa, e che la caldaia stava per esplodere. Il resto del pomeriggio dell’ultimo dell’anno l’ho passato quindi a cercare il numero di un tecnico per la caldaia – che non fosse però un numero verde, perché a quanto pare dal telefono cellulare i numeri verdi non si possono chiamare (come se esistesse ancora qualcuno che paga le telefonate urbane) e sfortunatamente il nuovo telefono fisso acquistato giusto il giorno prima mi aveva appena confermato nella mia precedente convinzione: funzionava benissimo anche il vecchio, il problema è la linea – dopodiché, trovato il numero, chiamato il tecnico e ricevutolo con tutti gli onori, quel che restava di quel resto del pomeriggio dell’ultimo dell’anno (cinque minuti scarsi) l’ho passato a guadare assieme a lui il fiume artificiale prodotto dalla lavatrice, onde permettergli di raggiungere la caldaia, girare una vite e dire le parole “cinquanta euro”. Per la lavatrice ho ritenuto non fosse il caso di disturbarlo oltre. Quanto al bancomat, mi sono detto, ci penserò nei prossimi giorni. Poi ti chiamano e ti domandano come si possa essere di cattivo umore persino l’ultimo dell’anno, e come mai tu sia così drammaticamente privo di spirito natalizio, spirito capodannizio e spirito festivo in genere. Non lo fanno apposta. E’ una cosa che i miei amici proprio non capiscono. Magari sono io che sto invecchiando male, oltre che parecchio prima del tempo, ma ho la sensazione che la mia generazione sia decisamente sprovvista di prospettiva storica. Perché il punto è quello. E’ tutta questione di prospettiva storica.

7 commenti leave one →
  1. 02/01/2010 13:07

    non male ;)

    io invece ho iniziato l’anno con uno scippo intellettuale della Bonino.
    Non è come una carta clonata, ma mi fa rabbia…
    http://riciardengo.blogspot.com/2010/01/se-la-bonino-ti-copia.html

  2. 02/01/2010 23:47

    onestamente sto seguendo un po’ poco, ma quando parli di “prospettiva storica” ti riferisci a qualcosa su craxi?

  3. roberto permalink
    03/01/2010 13:11

    ha fatto bene il bancomat a snobbarti, tanto se tira fuori i soldi tu li lasci lì….

  4. 04/01/2010 15:05

    Il solerte funzionario della questura non ti ha informato che esiste, oltre alla denuncia, l’esposto: il sottoscritto…..per vostra opportuna conoscenza, espone quanto segue…..
    E poi sta a loro verificare se ci siano reati, illeciti o solo demenza senile. Uno lo scrive e lo lascia li, della serie: poi non dire che non te l’avevo detto.
    Vale per la prossima volta, abbiamo tutto un anno nuovo davanti, con bancomat e lavatrici e…..auguri a tutti noi :-)

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