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Vota Antani

10/03/2010

L’incresciosa vicenda delle liste sembrerebbe avviarsi verso la conclusione migliore possibile, considerando com’era cominciata. E’ stato scongiurato il rischio che in alcune regioni sulla scheda non vi fosse il candidato del centrodestra (cosa che obiettivamente, come chiunque non sia ubriaco capisce, non sarebbe stata una novità da poco, archiviabile con un “ben vi sta, la prossima volta fate i compiti come si deve”). Ma è stato scongiurato anche il rischio che passasse il principio (e il precedente) in base al quale i partiti di governo possono commettere qualsiasi irregolarità, tanto poi arriva il decreto interpretativo a sanarla. Tutti ormai hanno capito benissimo come si sono svolte le cose: la lista del Pdl a Roma non è stata presentata. In quel caso c’era pertanto poco da fare e ancor meno da interpretare. Si tratta della più semplice delle tautologie: non essendo stata presentata, la lista del Pdl non è stata presentata. Di conseguenza, alle prossime elezioni, non sarà presente. Il tentativo di rovesciare questa solare verità con un cumulo di accuse sconclusionate all’opposizione, ai magistrati, ai radicali e a chiunque si trovi a passare davanti al presidente del Consiglio in questo momento non mi pare quindi destinato al successo. Salvo in un caso. Spesso infatti ho l’impressione che la strategia berlusconiana consista nel fare affermazioni da far diventare matti, in piena consapevolezza, e proprio al preciso scopo di far diventare matti gli avversari, così da potersi poi lamentare della loro pregiudiziale e ingiustificata animosità. D’altra parte, questo modo di fare non s’incontra solo in lui. L’accusa a casaccio e la provocazione sconclusionata, a scopo intimidatorio, autopromozionale o anche a nessuno scopo, come forma di intrattenimento, rappresentano ormai tratti fondamentali del nostro discorso pubblico. Sarebbe saggio pertanto non cadere nel tranello, restare tranquilli e magari, già che ci siamo, dismettere subito pessimi argomenti che negli ultimi giorni hanno avuto largo corso a sinistra, e che tralascio per dare il buon esempio, come piccolo contributo alla razionalità del dibattito. Fare sempre la cosa giusta non è facile. Ma alle volte anche solo non fare quella sbagliata è più che sufficiente.

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