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Piccola proposta sulle intercettazioni

25/05/2010
Non tira una bella aria in Italia, in questo momento, per chi ancora si ostini a perorare la causa della discussione razionale. I paralleli con il ’92 ormai si sprecano, e ogni giorno si trova una nuova corrispondenza: la crisi economica, il montare degli scandali giudiziari, le divisioni nella maggioranza. E poi la situazione internazionale, la situazione nazionale, la situazione europea. In particolare, però, è la battaglia sulle intercettazioni che sembra avere catalizzato di colpo tutte le tensioni accumulate negli ultimi mesi. E certo la dichiarazione di un membro del governo degli Stati Uniti sulla contrarietà americana a una legge ancora in discussione alle Camere, peraltro a pochi giorni dalla visita del nostro presidente della Repubblica a Washington, come dire, non contribuisce a rasserenare il clima. Negli stessi giorni, il Partito democratico annuncia che sulle intercettazioni è pronto a opporsi con ogni energia, anche con l’ostruzionismo parlamentare. Su questa linea Bersani ha aperto infatti l’assemblea nazionale di venerdì scorso, e nessuno ha obiettato nulla. Anzi, tutti i dirigenti hanno mostrato un’insolita compattezza, da Dario Franceschini a Massimo D’Alema. Persino Walter Veltroni, fino a pochi giorni fa assai battagliero, ha dichiarato che la relazione del segretario era “una buona base di partenza”. Le tensioni seguite al seminario di Cortona, promosso dalla minoranza di Area democratica solo poche settimane fa, sono già un pallido ricordo.
La legge sulle intercettazioni presenta evidentemente molti punti controversi, anche per chi, come me, considera l’abuso e la pubblicazione delle intercettazioni (così come dei verbali d’interrogatorio) uno scandalo e una barbarie intollerabili. Silvio Berlusconi può dunque fare due cose: andare avanti a testa bassa, cercando ancora una volta quella vittoria totale e assoluta che può venire soltanto al termine di uno scontro all’ultimo sangue; oppure, più semplicemente, fare politica. Vuole davvero porre fine all’utilizzo strumentale delle intercettazioni a fini di lotta politica (ed economica) da parte dei mezzi di informazione? E’ davvero solo questo il suo obiettivo? Benissimo. Allora ritiri la proposta e faccia presentare in Parlamento, tale e quale, la legge presentata a suo tempo dal Guardasigilli Clemente Mastella e approvata dal Consiglio dei ministri guidato da Romano Prodi. Dimostri lui per primo di avere davvero a cuore solo ed esclusivamente i diritti dei cittadini, e vada a vedere le carte dei suoi avversari. Li sfidi a votare contro una legge da essi stessi proposta meno di tre anni fa. Vediamo se anche l’opposizione, come sostiene, ha a cuore solo e soltanto il bene supremo del paese.
La prima mossa tocca dunque a Berlusconi. Potrebbe essere l’ultima occasione di uscire da un circolo vizioso che non promette niente di buono, ma nemmeno niente di nuovo. E sta al Partito democratico, naturalmente, liberarsi dal sospetto di cercare ancora una volta, come il Pds nel ’92, una facile scorciatoia per il governo, ad ogni costo (e pazienza per il paese, per lo stato di diritto e per la civiltà del confronto politico). Allora, nel ’92, l’esito fu proprio l’ascesa di Berlusconi e del berlusconismo.
Ora siamo di nuovo lì, dinanzi a una simile alternativa, per la maggioranza e per l’opposizione. Per gli uni e per gli altri è tempo di uscire dalle rispettive ipocrisie, calmare i rispettivi squadristi e cercare una soluzione positiva, in un momento in cui peraltro si annunciano in tutta Europa giorni molto, molto difficili. Non è proprio il momento, insomma, di scherzare col fuoco. Altrimenti, con l’aria che tira, e i precedenti che pure qualcosa ci dovrebbero insegnare, il rischio più che concreto è che finiscano per scottarsi tutti. (il Foglio, 25 maggio 2010)
7 commenti leave one →
  1. Simone permalink
    25/05/2010 11:31

    Sembra però che tu dimentichi che quella legge prevede anche una limitazione fortissima al ricorso, da parte della magistratura inquirente, dell’uso delle intercettazioni.
    Quando scrivi che il governo potrebbe ripresentare, come base di discussione condivisibile, le norme contenute nella proposta Mastella, intendi che deve ritirare anche le limitazioni alle intercettazioni?

    • francesco cundari permalink
      25/05/2010 11:41

      (ANSA) – ROMA, 25 MAG – “Il Ddl intercettazioni così non va. Adesso si ipotizza una riduzione delle sanzioni per editori e giornalisti ma restano tutte le intollerabili limitazioni poste all’azione investigativa”. E’ quanto ha dichiarato il vice presidente del Senato Vannino Chiti nel corso della trasmissione ‘Uno Mattina’. “Non si tenti di dire – ha spiegato Chiti – che lo spirito é lo stesso del ddl Mastella del governo Prodi, quella proposta era diversa. Non limitava le intercettazioni, non metteva ostacoli all’utilizzo di questo strumento investigativo, come nei fatti è con l’attuale ddl che impone al pm di chiedere l’autorizzazione a un comitato di tre giudici. Non c’era il limite di 75 giorni per la durata massima dell’intercettazione, ma il tempo previsto era di 3 mesi e si poteva prolungare in caso di nuovi elementi investigativi. Altro fatto grave – ha aggiunto – è che se nel corso di un intercettazione per un reato, l’intercettato ne ammette un altro, per esempio si apprende che ha commesso un omicidio, questa informazione non può essere usata dagli inquirenti, a parte i casi di mafia e terrorismo. Se la maggioranza vuole il confronto, perché non si riparte dal ddl Mastella che era stato votato all’unanimità?”

  2. Francesco Rocchi permalink
    25/05/2010 13:23

    Io non ero d’accordo neanche con la proposta Mastella. Ma mi sembra di capire che dunque, visto che le cose sono come le ha messe Vannino Chiti, questa campagna di opposizione non sia il disastro che pareva giusto ieri. Ed esistono anche serie ragioni per non sentirsi “rasserenati” se davvero alla magistratura tarpano le ali.

    Quel che trovava sbagliato Gilioli, prima di perdersi nella polemica sterile sul dalemismo e i dalemisti, e’ proprio questo: quel ddl e’ una porcata e la gente di sinistra farebbe meglio ad opporsi, invece di uscirsene con la solenne fesseria che la mobilitazione in atto sarebbe peggio del DDL stesso (ah gia’, solo sul piano etico e civile).

    Poi, a mio personale parere, pensare che Berlusconi faccia tutto questo per amor di privacy e non per salvare se stesso e il partito dallo scoperchiamento della loro corruzione, e’…come dire…ingenuo.

  3. 25/05/2010 15:43

    Gentile Rocchi, nel post di Cundari al quale alludi (post che riepilogava il senso dell’articolo su LW) io leggo: “la campagna contro la cosiddetta legge-bavaglio sulle intercettazioni rischia di rivelarsi, dal punto di vista etico e civile, persino più dannosa di qualsiasi soluzione verrà infine adottata”. Provo ad offrirne una parafrasi, per chiarirmi le idee, facendo attenzione ai seguenti elementi testuali: “rischia”, “punto di vista etico e civile”, “persino”. Se la mia comprensione della lingua italiana non mi inganna, dunque, nel post non si dice per esempio che ogni campagna sarebbe più pericolosa di ogni legge , ma che una certa campagna, condotta in un certo modo, potrebbe (cf.: “rischia”) rivelarsi paradossalmente (cf. “persino”) peggiore della legge, anche quando il compromesso parlamentare la modificasse. E non sotto ogni punto di vista, ma dal punto di vista della qualità del dibattito pubblico, del rilievo che hanno per l’opinione pubblica e per il paese in genere certi diritti fondamentali, ecc. ecc..
    Ora, di quale campagna si parla qui? Per esempio di una campagna che faccia passare l’idea, espressa così bene e così energicamente da Gilioli, che un diritto fondamentale come la riservatezza non deve impedire alla pubblica opinione di additare al pubblico ludibrio i mascalzoni che ridono e fanno affari con le disgrazie altrui. Una campagna cioè che mortifichi un diritto per stigmatizzare una colpa morale (che se fosse un principio generale, ognuno vede cosa mai potrebbe significare). Una campagna del genere: certo che è un disastro. Dopodiché uno può non nutrire alcuna preoccupazione per il clima etico e civile, e per esempio può pensare coraggiosamente che se c’è la peste, che è chiaramente una gran porcheria, dare all’untore non può essere peggio della peste, anche se qualcuno ci va di mezzo. (Uno lo può pensare, e un altro ci può pure scrivere un libriccino su).
    (Avviso per i lettori poco perspicaci: un esempio è un esempio è un esempio, mi raccomando, e va preso per ciò di cui è esempio. Quel che giustifica l’esempio si chiama “par ratio”, ossia analogia di rapporto, non analogia fra gli elementi del rapporto).

  4. Francesco Rocchi permalink
    25/05/2010 17:50

    Pare che il Blog di Cundari abbia bisogno di note esegetiche sottili quanto quelle talmudiche.

    A parte questo, la legge sulla privacy gia’ protegge la riservatezza delle persone. La legge e’ stata violata diverse volte (sia in caso di intercettazioni che di altre fughe di notizie, come nel caso della lista Anemone), ma, per l’appunto, la legge esiste gia’ e questo provvedimento non migliora in nulla la situazione, anzi la peggiora in maniera devastante.

    Grazie alle intercettazioni, innumerevoli abusi sono stati scoperti e giustamente rivelati: Di Girolamo, Cuffaro, Calciopoli, Parmalat e via elencando. Se la legge fosse stata in vigore all’epoca, non ne sapremmo nulla. E’ inoppugnabile.

    Quindi, trovo che non ci sia rischio che ALCUN TIPO di campagna possa essere controproducente. Penso anche che sia una fesseria. E’ la mia opinione, semplicemente.

    Trovo piuttosto sbagliato (soprattutto se ci mettiamo nell’ottica della sinistra che il PD rappresenta) prendersela piu’ con quelli che protestano che con Berlusconi. E non per ragioni tattiche (cavalcare la protesta), ma perche’ la protesta e’ giusta. Non dovrebbe neanche essere monopolio della sola sinistra, perche’ la legalita’ e’ di tutti.

    Allo stesso modo, ribadisco che secondo me Cundari non ha capito nulla se pensa davvero che Berlusconi abbia intenzione di trovare una soluzione (a un problema che non c’era…) di alto profilo. Cfr. al riguardo “Dimostri lui per primo di avere davvero a cuore solo ed esclusivamente i diritti dei cittadini,” et passim. Wishful thinking, direbbero gli anglosassoni.

    Estendo e modifico il suo paragone (nonostante i suoi avvertimenti): la protesta contro il ddl non ce l’ha con gli untori, ma con chi vuole vietare il vaccino.

  5. roberto permalink
    26/05/2010 10:21

    ehm, ehm… ma della fuga di notizie su Santoro ?

  6. felipegonzales permalink
    26/05/2010 13:28

    Non credo ci siano novita’ nella politica degli ultimi 10-15 anni. Vale a dire: per il governo lavorare principalmente per risolvere le beghe del capo, per la sinistra il caos, democratico sì, ma pur sempre caos.
    Chi paga la medicina e’ sempre il malato, cioe’ il lavoratore dipendente, o peggio l’ex lavoratore dipendente, per interdersi: il poveraccio.

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