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Dieci, cento, mille articolate distinzioni

15/10/2010

Negli ultimi giorni mi sono rimaste un po’ di cose da dire, quindi le metto qui, un po’ alla rinfusa. Anche perché più avanti potrebbero servirmi di nuovo ed è sempre bene avere un modello sicuro da cui copiare. La prima cosa che volevo dire è che domani andrò al corteo della Fiom. Non perché mi piacciano sempre le posizioni della Fiom (anzi), ma perché mi piace ancora meno quello che sta capitando in Italia da un po’ di tempo a questa parte, dalle scelte di Marchionne alle parole di Bonanni su “dieci, cento, mille Pomigliano”, passando per il gioco del governo e in particolare di alcuni ministri di provenienza ex socialista. Governo e ministri che avrebbero dovuto esercitare – se non altro – una funzione di mediazione e moderazione, in una fase di crisi così difficile. E lo hanno fatto più o meno quanto a suo tempo sul caso Englaro. Stesso tatto, stessa sensibilità, stessa serena obiettività. L’altra cosa che volevo dire è che un Partito democratico che non prendesse una posizione netta e non fosse pronto a dare battaglia su queste cose, secondo me, non servirebbe a niente. Ma qui dovrei fare un discorso più lungo, che farò un’altra volta. La terza cosa che volevo dire è che bisognerebbe fare più attenzione, tutti quanti, alle proprie parole, alle proprie scelte e alle proprie responsabilità, ora più che mai. Non tira una bella aria ed è facile che peggiori. Proprio per questo occorrerebbe, innanzi tutto nel sindacato, quella che un tempo si chiamava “vigilanza democratica”. Sugli attacchi alle sedi della Cisl, le minacce, le intimidazioni, non ci possono essere né giustificazioni né indulgenze. Ogni forma di violenza e di istigazione alla violenza va fermata subito e con la massima durezza. La mia impressione è che il conflitto sociale e politico tenderà a estendersi e a radicalizzarsi, non solo in Italia ma forse in Italia più che altrove, e con tutti gli incendiari in circolazione, al governo e all’opposizione, nelle redazioni, nelle piazze e anche nei sindacati, ci sarà un enorme bisogno di persone solide e responsabili, capaci di “fare cordone”, non solo al corteo di domani.

Le altre cose che volevo dire le trovate qui.

5 commenti leave one →
  1. 15/10/2010 21:29

    O non ti ho letto bene negli ultimi anni o non ti ho letto bene stavolta, ma qui mi pare di intravvedere una sterzata. Probabilmente è solo una postura umorale, ma mi pare gravida di conseguenze. Auguri.

    • francesco cundari permalink
      15/10/2010 21:38

      Se ti riferisci alla questione di pomigliano, qui trovi quello che scrissi “a caldo”: http://www.leftwing.it/politica/247/il-presepe-di-pomigliano-non-ci-piace

      Se ti riferisci a prima di pomigliano, rispondo che di lì in poi può anche darsi che io abbia “sterzato”, ma pure la strada mica scherzava…

      (in verità, personalmente, e se pensassi che la cosa avesse alcun interesse per alcuno, le mie ultima “sterzate” le piazzerei piuttosto tra 2005 e 2007)

  2. Vladimir Konstantinovič Bukovskij permalink
    16/10/2010 14:25

    Cundari, grazie di esistere!! Grazie a quelli come te il pericolo che l’Italia sia governata dalla fanghiglia post-marxista e dalle sue pericolosissime scorie ideologiche è lontanissimo dalla realtà!! GRAZIE DI ESISTERE, altrimenti saremmo già alla Grecia!!

    Resisti, compagno, resisti!!

    Ancora complimenti per la tua brillante direzione di Redtv!!

    Un saluto a pugno chiuso!!
    Vladimir

    • francesco cundari permalink
      16/10/2010 18:28

      grazie a lei. cerchi di riguardarsi

  3. 18/10/2010 18:29

    Ho letto l’articolo di Left Wing e vorrei dire una cosa che mi pare stia accadendo da non so quanto tempo. “Cementare un fronte unico” è una bella espressione e pure contiene qualche cosa di attuale, forte e incoraggiante. Se non fosse che è anche un’espressione consolatoria e, come tutte le cose consolatorie, incoraggiante. La mia sensazione è quella di cementare un fronte unico per delle idee che non esistono più. La difesa della Costituzione e della democrazia non importa più a nessuno o, a voler essere meno disfattisti, importa a meno persone di una volta. Questo è il motivo che fa vincere una classe dirigente inconcludente e fascista. Azzardo a dire che la politica, ora, ha la forma giusta del’elettorato. Compattarsi e cementificare per cosa? Per chi?

    Mi perdoni se in un discorso così pratico e serio ci metto della poesia, ma c’è una poesia di Franco Fortini che comincia così: “Come si è stretto il mondo…”. Ecco, questo verso è un’eco insistente che arriva da qui vicino. Penso anche che il disinteresse verso valori che invochiamo non sia consapevole e viva con una forma che molti di noi non comprendono. Mi verebbe da dire che non c’è nulla da fare se non aspettare i barbari. Ma questo non lo dico.

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