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I tempi di una volta

26/01/2011

Sulle ragioni per cui credo sia venuto il momento di cancellare per sempre e dimenticare il più in fretta possibile le primarie e qualsiasi cosa ci assomigli anche solo alla lontana, questa sera, dopo quello che è accaduto e sta ancora accadendo con le primarie di Napoli, non mi pare neanche il caso di spendere molte parole. Nel merito, ieri ho scritto il post che trovate qui sotto, senza bisogno che vi metta il link. Quanto alle sconcertanti novità di oggi, qui trovate un articolo che condivido, anche se io ci sarei andato parecchio più pesante, se non avessi deciso di autocensurarmi del tutto, almeno per oggi. Però una cosa la voglio dire lo stesso, a quelli che adesso penseranno che io dica così perché rimpiango il passato, la Prima Repubblica, i partiti che non si facevano dettare la linea dai giornali, la politica, la democrazia e tutte quelle cose che non ci sono più. Ebbene, sì: stasera lo rimpiango eccome, il passato. Stasera rimpiango tutto, ma proprio tutto, persino Occhetto. E davvero, mentre me ne resto inebetito davanti alle ultime notizie, mi chiedo dove siano andati, quei famosi tempi di una volta. Quando ci voleva, per fare un partito, anche un po’ di vocazione.

14 commenti leave one →
  1. 26/01/2011 23:10

    Il problema è lo strumento delle primarie, o il modo cialtrone in cui è stato messo in pista da persone che non si sono poste il problema di leggere il libretto d’istruzioni?

    Piacciano o no, le si ritenga utili o no, ci vuole poco a mettere in piedi un regolamento che preveda che possano votare alle primarie solo gli iscritti al partito. Magari addirittura chi è iscritto almeno da x mesi.

    Poi resta il problema dei signori delle tessere, ma quel problema si ripropone pari pari al Congresso, e a quello nessuno pensa di rinunciare. Per ora.

  2. 26/01/2011 23:22

    P.S. Tutto il resto però lo rimpiango anch’io.

  3. Lucandrea permalink
    26/01/2011 23:41

    Ti faccio una domanda: ok, via le primarie, via il bipolarismo, via tutto. Torniamo a 25 partiti in Parlamento, a 53 governi dal ’48 al 1991. E poi? Siamo più democratici? Il popolo italiano che giovamento avrebbe da questo tuffo nel passato? Che salto in avanti economico-sociale si garantisce? E come blocchi i signori delle tessere?

    • francesco cundari permalink
      26/01/2011 23:52

      i 25 partiti in parlamento li abbiamo avuti dopo il bipolarismo, il maggioritario, eccetera. Prima, con il proporzionale, i partiti in parlamento erano sette, o giù di lì. Per dirne una. Per il resto, il discorso sarebbe troppo lungo, ma avremo certo occasione di tornarci. Per ora mi limito a dire una cosa: per come la vedo io, se pensi che nel tuo partito chi ottiene maggiore consenso da parte degli iscritti non sia un dirigente capace e apprezzato ma un “signore delle tessere”, non devi scervellarti a trovare il modo di “bloccarlo”, devi cambiare partito.

      • dario permalink
        27/01/2011 12:55

        Scusami, ma allora durante i congressi di una volta, quando c’erano le belle sezioni e antonio gramsci al muro, i “signori delle tessere” non esistevano? Il voto di scambio, in qualsiasi elezione al sud la fa da padrone, primarie o non primarie. Allo scorso congresso quando vinse Bersani perchè non ci si è lamentati del boom del tesseramento a Napoli e Caserta? Non mi smbra che in quella situazione si rimpiangesse Occhetto e il caro vecchio proporzionale. Perchè la stessa cosa non succede a Milano o Bologna? Il problema, vero, non è chi candideremo a sindaco a Napoli, ma la commistione tra politica e “zone d’ombra”, tra politici e faccendieri. E che, a quanto pare, non c’è grande differenza tra Bassolino, Loiero e Lombardo.
        Prendersela con le primarie mi sembra, francamente, ridicolo. Il punto è che siccome le primarie non ti sono, per usare un eufemismo, simpatiche, allora qualsiasi cosa è buona per attaccarle.

  4. 27/01/2011 09:09

    Siamo seri (e poco ingenui…), è evidente che quando si parla di “signori delle tessere” non si fa riferimento a chi quelle tessere le controlla grazie alla credibilità del proprio progetto politico.

    • francesco cundari permalink
      27/01/2011 09:31

      Ecco, siamo seri: e chi la stabilisce la differenza? basta che lo dica Veltroni? Repubblica? o vanno bene anche Capezzone, la Santanchè, il Giornale? gli uni sì e gli altri no? e in base a quale principio? E se lo dice un giornalista del Corriere della Sera, del Corriere del Mezzogiorno o di Caccia e pesca? O vanno bene tutte le voci, comunque e da dovunque arrivino? E non vi viene il dubbio che i suoi diretti avversari interni non siano forse sempre le fonti più attendibili, per giudicare di un politico, e semmai bisognerebbe dare un giudizio severo proprio di chi fa politica (e lotta di corrente) con questi argomenti, queste armi, questi mezzi?

  5. maocat permalink
    27/01/2011 10:04

    1) il problema non sono le primarie ma i signori delle tessere e i boiardi che non intendono mollare le loro posizioni di potere, costi quel che costi.
    Quello che è successo a Napoli è forse una novità in quella realtà, ormai anche a sinistra?
    Paradossalmente il partito dei tesserati semplifica il lavoro a quelli che vogliono abusare degli strumenti democratici. Già nel congresso dell’anno scorso il tesseramento del PD a Napoli era scandaloso e improvvisamente esplose in vista del congresso. Qualcuno cercò di denunciarlo. Ma per chi gestì la vicenda (a occhio gli stessi che hanno organizzato le porcherie di domenica) fu semplice spazzare la polvere sotto il tappeto.
    Le primarie hanno il merito di sputtanare pubblicamente quelli che gestirebbero senza alcun danno il tesseramento in maniera assolutamente fasulla. Quindi: viva le primarie!

    2) chi rimpiange il passato, non è adeguato al presente. Semplicemente.
    Perché non si occupa di studiare ciò che è stato – e di trarne insegnamenti da condividere – visto che non intravede né speranza né interesse nel futuro?

  6. 27/01/2011 10:38

    Sulla questione di Napoli hai ragione, ed e’ tragicamente irresponsabile chi ha reagito sostanzialemente con gli stessi toni di Berlusconi dopo le elezioni del 2006.

    Ma se da questo episodio trai la conclusione che bisogna abbandonare del tutto le primarie, allora fai un discorso diverso, ed e’ come dire che siccome il volante si era incastrato e sei finito fuori strada, invece di ripararlo smetti di guidare.

    Tutto questo, al netto delle nostalgia per il passato, che in buona parte condivido, come la stragrande maggioranza di cio’ che leggo su questo blog.

    Se discutiamo di primarie, e ci sono buoni motivi sia per tenerle sia per abbandonarle, parliamone per cio’ che sono e a cio’ che servono: sono uno strumento, e, come spiegano una manciata di manuali di scienza politica, non servono a scegliere “il candidato migliore”. Anche perche’ sarebbe difficile anche mettersi d’accordo su cosa significhi.

    Servono a:

    – coinvolgere la base degli elettori, e farli sentire piu’ responsabili per le scelte del partito.
    – offrire ai candidati un anticipo di campagna elettorale, dando loro la possibilita’ di costruirsi un profilo e delle relazioni, in vista delle elezioni generali
    – offrire spazio mediatico al PD.

    Poi c’e’ un obiettivo piu’ strutturale, e cioe’ favorire l’ascesa di una classe dirigente che vede come referente per la propria carriera gli elettori, invece dei propri compagni di partito; ci sono pro e contro a questa scelta, ma fra i pro c’e’ quello di promuovere persone piu’ capaci di raccogliere voti (ovviamente in modo legittimo…)

    Se vogliamo discutere se tenere o abbandonare le primarie, e’ di questo che dobbiamo parlare. Farne una discussione ideologica, tra chi sostiene che siano il mito fondativo del partito (una cosa che non si puo’ sentire..) e chi una deriva populista, e’ francamente grottesco.

  7. fabio permalink
    27/01/2011 10:43

    condivido tutto, analisi e sconforto. come ti ho detto, sei il mio leader.

  8. 27/01/2011 13:14

    Mah…il problema di Napoli e del PD è che c’è una marea di corruzione. Non c’è sistema che tenga se manca l’onestà di base. Criticare le primarie attraverso Napoli è pretestuoso.

    Ha senso criticare le primarie di Bologna per quel che è successo a Napoli? Non se ne vedrebbe il nesso.

    Il resto sono chiacchiere. Anzi. Senza le primarie e con, al loro posto, accordi interni, avremmo mai scoperto che c’è del marcio?

    Il sistema precedente ci ha liberato di Bassolino? Mah…

  9. marco permalink
    27/01/2011 16:40

    grazie alle primarie, ciao ciao a Napoli e Milano…prima si abandonano e meglio è, perchè sottindendono proprio due modi completamente opposti di vivere la politica e il partito che nello stesso partito non possono convivere.
    prima la parentesi populista ( per cui il partito è il male, e la sana società civile è il bene ) viene chiusa, e meglio è.
    un partito che si rispetti AGISCE sulla società civile, non trae la sua legittimità dalla società civile.
    e comunque : se si fanno le primarie per la lista delle politiche, altro che liste pulite !!!
    da roma in giù le eccezioni saranno gli incensurati.
    basta saperlo !

  10. 27/01/2011 18:40

    Un partito agisce sulla societa’ civile, ma per farlo gli tocca prima essere votato.
    Se il buon Boeri non e’ stato in grado di portare 30.000 dei suoi elettori a votarlo, che chance aveva di portarne parecchi di piu’ contro la Moratti?

    Poi che ci siano incompatibilita’ in un partito non per le differenze di policies e di visione per l’Italia, ma per quel che si pensa di uno strumento di politics, fa francamente ridere…
    Prima riportiamo la discussione sulle primarie a quello che e’, ovvero uno dei tanti strumenti di marketing elettorale, meglio e’ per il PD.

  11. Paolo70 permalink
    29/01/2011 05:23

    Meno male che a Milano si sono fatte le primarie…altrimenti non potevamo nemmeno pensare di vincere. E poi vanno regolate meglio, ma sono un indispensabile strumento democratico (e giuro detesto Veltroni!). Bersani dovrebbe indirle al più presto anche a livello nazionale, vincerle e presentarsi lui come candidato premier.

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