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Un ventennio dopo

28/08/2012

Il recente attacco della stampa tedesca, sulla scia della Bundesbank, contro Mario Draghi, suscita oggi una dura reazione del Sole 24 ore. Ricostruendo la storia degli ultimi vent’anni di manovre, sacrifici e compiti a casa, Carlo Marroni invita i tedeschi a smetterla con “luoghi comuni ormai consunti e un po’ patetici” su un’Italia che non aspetterebbe altro che un allentamento dei vincoli per tornare a sperperare i soldi delle brave formichine nordeuropee. Giusto. Peccato che quei luoghi comuni i corrispondenti tedeschi li leggano tutti i giorni – da vent’anni – sui maggiori quotidiani italiani.

Molti opinionisti criticano la scelta di Bersani di condannare il “linguaggio fascista” usato da Beppe Grillo (e non solo). Non mi stupisce che la pensino così i tanti commentatori liberali che fino a ieri usavano rimproverare al Pd di non aver mai voluto rompere con chi usava quel linguaggio e quei toni. Mi stupisce, invece, che la critica venga anche da osservatori e politici di centrosinistra, che lo dicano analisti e sondaggisti, sostenendo che il Pd avrebbe tutto da perderci. E mi viene il sospetto che a preoccuparsi troppo del parere dell’uomo della strada si finisca per ritrovarsi letteralmente in mezzo a una strada, che a dar troppo peso a quello che si dice al bar si finisca per dimenticare che al bar ognuno di noi dice un sacco di cose che non pensa, o che pensa solo per un attimo, prima di tornare a casa e fare i conti con la realtà (e smaltire la sbronza, magari).

L’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto quotidiano, dedicato proprio alla polemica di cui sopra, si conclude con queste parole: “Meno male che B. si è fatto, almeno per un po’, da parte: così, dopo vent’anni, tutti possono vedere cos’è davvero la sinistra italiana. E capire chi ha regalato all’Italia 20 anni di fascismo, 40 di Democrazia cristiana e 20 di berlusconismo”. Come si vede, l’obiettivo polemico di Travaglio non è Bersani, D’Alema, Veltroni o il Pd. E’ proprio “la sinistra italiana”. Non mi soffermo sull’accusa a Gramsci, Matteotti, Nenni e compagni di avere fatto l’inciucio con Mussolini. Noto però che da parte del Pd la scelta di rompere con questo mondo, facendolo uscire finalmente allo scoperto per quello che è, sta già dando i primi frutti.

3 commenti leave one →
  1. giuseppe siciliano permalink
    28/08/2012 21:38

    Era ora Matteo, ma la colpa è tutta di Veltroni se avesse lasciato fuori Di Pietro la gran parte del casino non ci sarebbe mai stato!

  2. 29/08/2012 11:28

    Reblogged this on Costruire Su Macerie and commented:
    Una analisi che mi sento di sottoscrivere. Per chi sia ancora convinto che Grillo e Travaglio siano di sinistra.

  3. Calogero Lo Presti permalink
    08/09/2012 17:02

    cioè avrebbe rotto con di Pietro per allearsi direttamente con i mafiosi, i clericali ed i fascisti ? Non ce n’ era bisogno per sapere chi sono oggi i quadri del PD lo abbiamo capito fin dall’ inizio dal loro atteggiamento di ambigua sottomissione al compagno Visconte d’ Alema e quanto a a Gramsci, Matteotti, Nenni i quadri attuali ed i simpatizzanti della cricca non sono neanche degni di citarli …

    Addirittura illuminante il commento del compagno “siciliano” :-)

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