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Come è potuto accadere

01/08/2019

Tante volte ci domandiamo come sia stato possibile che democrazie avanzate, società civilissime e moderne, paesi all’avanguardia nelle scienze, nelle arti e nella filosofia, siano sprofondati nella barbarie della dittatura e del fascismo. Come sia potuto capitare all’Italia è più facile da capire, ma fa impressione lo stesso. Sui libri si parla di tante cause – la crisi del ’29, le conseguenze della guerra, la radicalizzazione dello scontro ideologico – ma forse, tutti presi dalla ricerca di una spiegazione che ci appaia sufficiente e che non lo è mai, tendiamo a sottovalutare la gradualità del processo. Un processo che può essere innescato da mille cause, ma che per prendere slancio ha bisogno di un solo decisivo fattore: che un po’ alla volta la difesa di quei diritti e di quei principi che dovrebbero impedire lo sprofondamento nella barbarie diventi sempre più impopolare, sempre meno conveniente, spingendo chi quei diritti e quei principi dovrebbe garantirli, semplicemente, a smettere di farlo. Più mi guardo intorno – non solo in Italia – e più mi domando quanto siamo lontani dal momento in cui la bilancia del conformismo sociale penderà definitivamente a favore della barbarie, e la battaglia sarà perduta. Sarebbe meglio pensarci prima, in ogni caso. Per questo, secondo me, è sempre giusto ed è sempre utile, anche quando sembri una mossa disperata, fare del proprio meglio per difendere un principio, mettersi di traverso, opporsi ai propalatori di odio con tutta la pazienza e tutto il garbo di cui si è capaci. L’idea che tatticamente ora sarebbe comunque meglio mettere le vele al vento, invece, non mi convince. È vero, i voti si conquistano anche dicendo agli elettori quel che vogliono sentirsi dire. Ma il loro rispetto, indispensabile perché ascoltino quello che dici, lo si conquista dimostrando il coraggio di difendere le proprie idee quando si è in minoranza. Del resto, è logico: se non sei capace di difendere i principi in cui credi, come difenderai quelli in cui manifestamente non hai creduto mai?

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