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Non è per niente wonderful, baby

11/11/2010

A volte, in questi giorni complicati, mi domando se il crollo di Berlusconi porterà via con sé tutto quanto. O se invece, dopo l’eruzione del vulcano, non resterà tutto uguale, immobile e perfettamente conservato, sotto la lava, per migliaia di anni (o almeno fino all’arrivo del Sandro Bondi dell’anno 4010). Mi chiedo, per esempio, se con Berlusconi finirà anche un certo modo di concepire l’altra parte del paese. Quella che non lo vota, e che alcuni sembrano pensare che solo per questo sia moralmente, culturalmente e intellettualmente superiore – e si capisce: altrimenti, come potrebbero farne parte? – ma forse, in un angolo oscuro della loro coscienza, forse in cuor loro pensano un po’ anche il contrario. Magari non arrivano a credere proprio l’esatto contrario, e cioè che la propria parte sia intellettualmente, culturalmente e moralmente inferiore, questo no. Giusto un po’ stupida, al limite. E per questo bisognerebbe trattarla come si trattano i bambini: senza confonder loro la testa con cose troppo complicate, senza dar loro informazioni contraddittorie, problemi irrisolti, indicazioni non sufficientemente univoche o fettine di carne che non siano state già debitamente tagliate in un sufficiente numero di sufficientemente piccoli pezzettini, così da star tranquilli che non si strozzino. E’ un modo di pensare che non mi convince per niente e che mi piace ancora meno. E’ un’idea così sbagliata, ma così sbagliata, che per quanto mi riguarda resterebbe altrettanto sbagliata persino se fosse vera. Purtroppo, al momento, si direbbe anche la più diffusa.