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Il juke-box dei valori del Pd

19/06/2010

Contro la legge-bavaglio, nelle feste del Pd ci saranno juke-box per ascoltare brani delle intercettazioni. Una quarantina tra quelle che con questa legge forse non ci sarebbero mai state e, di certo, non avrebbero potuto essere conosciute dai cittadini. Basterà un gettone e si potrà ascoltare Berlusconi che chiede a Saccà favori per attrici e fiction (dicembre 2007); l’agghiacciante risata tra imprenditori per i lavori dell’Aquila appena rasa al suolo dal terremoto (aprile 2009); i rapporti tra Bertolaso e Anemone (dicembre 2008).

Non è uno scherzo. E’ un articolo uscito su Repubblica di oggi, a pagina 9. Se mi sono distratto io e sulle agenzie è pieno di indignate smentite del Pd, vi prego di segnalarmele e sarò felicissimo di ricredermi. Ma temo che non ne troverete. Per il resto, non voglio farla lunga, perché con questa storia sto diventando noioso anche a me stesso. Anzi, dopo tutte le polemiche suscitate, mi sono domandato se non fossi stato troppo drastico, nello scrivere che “dal punto di vista etico e civile, la campagna in difesa delle intercettazioni e contro la cosiddetta legge-bavaglio si sta rivelando, soprattutto per gli argomenti adoperati da politici e giornalisti, persino più dannosa di qualsiasi soluzione sarà infine adottata”. Ma dopo aver letto l’articolo dell’Unità sul “paese narcotizzato”, qualche giorno fa, e soprattutto adesso, dopo aver letto questo articolo di Repubblica, mi chiedo piuttosto se dall’anticamera del komeinismo non siamo passati direttamente alla sala da ballo. E mi chiedo anche cosa avrebbero organizzato alle “feste democratiche” se invece di una pessima legge sulle intercettazioni il governo avesse proposto, poniamo il caso, un’altrettanto pessima legge sulla prostituzione.